Germogli di cotone sulla Luna. Specie aliene conquistano lo spazio

I cinesi sono riusciti a far germogliare semi di cotone sulla Luna. E’ la prima volta che un essere vivente terrestre nasce al di fuori della Terra. I grandi media fanno Oh! e ri-Oh!!, e – anche se poi i germogli di cotone sono morti – non accennano agli immani casini cui questo può preludere.

Per avere una pallida idea di questi immani casini bisogna pensare allo scambio colombiano, cioè a quel fenomeno per cui gli esseri viventi fino ad allora confinati nel Nuovo Mondo furono immessi nel Vecchio Mondo, e viceversa. Per fermarci ad un solo lato della questione, da noi arrivarono patate, tacchini, cacao e simili: ma anche robinie, gamberi della Louisiana, pesci gatto eccetera. Ovvero specie aliene che non avevano – che non hanno –  nemici naturali e che quindi sloggiano facilmente i vecchi inquilini dalle rispettive nicchie ecologiche, portandoli sull’orlo dell’estinzione e anche oltre.

Lo scambio colombiano, se solo ci si riflette, ha cambiato per sempre la faccia della Terra.

I cinesi non hanno mandato sulla Luna solo i semi di cotone, ma un totale di sei esseri viventi: patate, colza, lieviti, non meglio specificati vegetali del genere Arabidopsis e altrettanto non specificati moscerini del genere Drosophyla (moscerini della frutta, per capirci): erano chiusi in un contenitore a condizioni controllate ed erano potenzialmente in grado di mettere in moto un mini-ecosistema.

Ecco. La Luna non è per niente un ambiente ospitale, ma – anche se non sono esattamente dietro l’angolo – nella nostra galassia di pianeti abitabili ce ne sono eccome. Immaginiamo un contenitore come quello dei cinesi su un pianeta abitabile. Immaginiamo che gli esseri viventi per un imprevisto evadano – accade, eccome se accade! – e poi chiediamoci quali sarebbero le conseguenze di uno scambio colombiano di portata galattica.

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