Rifiuti, la vera produzione media per persona

Produzione di rifiuti in Italia e nell’Unione Europea, su Eurostat gli ultimi dati, quelli relativi al 2017 e dedicati ai rifiuti solidi urbani, ovvero quelli provenienti dalle case e dagli uffici e ai quali è dedicata abitualmente grande enfasi: sono gli unici che vediamo e con i quali abbiamo a che fare quotidianamente.

Bisogna scavare un po’ di più (ma neanche poi tanto…) in Eurostat per realizzare che i rifiuti solidi urbani costituiscono solo una lieve increspatura sull’oceano della monnezza. Nell’UE in un anno vengono prodotte in media cinque tonnellate di rifiuti per persona (dati 2016), di cui i rifiuti solidi urbani (dati 2017) sono pari a 487 chili all’anno a testa. In Italia, 2,7 tonnellate di rifiuti complessivi per persona , dei quali 489 chili di rifiuti solidi urbani.

Da dove vengono i rifiuti che non vediamo? Dai processi produttivi, ovvio. Il grafico è di Eurostat

 

I rifiuti solidi urbani (“Households”) sono complessivamente l’8,5% del totale. Gli altri – le fette più grosse della torta –  sono i rifiuti peggiori, i più difficili da smaltire.

Le voci “Mining and quarrying” e “Constructions” fanno la parte del leone. Insieme formano i “major mineral waste” provenienti dalle attività minerarie e dall’edilizia. Sono montagne enormi di rifiuti che – a differenza del resto – non vanno incontro a trasformazioni chimiche e biologiche significative. E’ sbagliato considerarli innocui anche se ingombranti materiali inerti: i rifiuti minerari ad esempio possono contenere sostanze chimiche pericolose utilizzate per separare il minerale utile dal resto.

I rifiuti non provenienti dall’attività mineraria e dall’edilizia ammontano (sono sempre dati 2016) a 1,78 tonnellate di rifiuti all’anno a testa per ciascuno dei 500 milioni di abitanti dell’Unione Europea. In Italia, 1,79 tonnellate a testa.

 

 

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