O qualche lupo o tanti cinghiali. I contadini devono scegliere

Lupi (quasi) a Torino. Nelle due località dell’ovale (Castelnuovo Don Bosco e Buttigliera d’Asti, che a dispetto del nome è in provincia di Torino) sono segnalate predazioni di animali domestici attribuite al lupo da veterinari; il quadrato indica il luogo (Lauriano Po) dove la presenza del lupo è stata accertata in novembre grazie ad esami del DNA.

Quei pochi chilometri sono un niente per animali nomadi come i lupi. La scala chilometrica permette di apprezzare la ridotta distanza, oltre che da Torino, da Chivasso e Settimo Torinese, che solo quarant’anni fa fervevano di stabilimenti ciascuno dei quali impiegava migliaia di dipendenti: la Lancia di Chivasso, le acciaierie Lucchini

Chivasso e Settimo, il cui tessuto sociale è profondamente segnato dalla deindustrializzazione, hanno a tutt’oggi rispettivamente quasi 30.000 e quasi 50.000 abitanti: mica tre case.

Tuttavia la meccanizzazione dell’agricoltura e l’industrializzazione, nella seconda metà del secolo scorso, hanno reso residuale la presenza attiva degli esseri umani al di fuori delle zone prettamente residenziali.

I cinghiali hanno colonizzato quel territorio con conseguenti incidenti stradali a raffica, anche mortali, e danni continui ai campi: i cacciatori non bastano più, si lamentano i contadini. E infatti è arrivato il lupo, per il quale (almeno in Italia) il cinghiale è la preda principale e che in tutt’Italia sta colonizzando le zone deantropizzate.

I contadini devono scegliere: o campi e orti razziati dai cinghiali, o qualche animale d’allevamento non adeguatamente protetto finito nella pancia del lupo.

E’ appena il caso di sottolineare una cosa: i capi uccisi dai lupi sono di regola destinati al macello, anche quando si tratta (come a Buttigliera) di daini e cervi e il lupo, checchè se ne dica, è un killer molto efficiente. Con lui, un morso e via (attenzione, il link conduce a necroscopie non proprio amene di pecore uccise dal lupo).

Se un animale da macello dovesse proprio scegliere, probabilmente preferirebbe questo tipo di morte ad un lungo, consapevole viaggio verso il mattatoio.

Incidentalmente, spero che a Buttigliera, Lauriano e dintorni nessuno tenga fuori di notte il proprio gatto o il cane, peggio se legato alla catena.

In ogni caso, si tratta di scegliere il male minore. Da una parte, sacrificare qualche capo di bestiame al lupo. Dall’altra parte, vedersi regolarmente razziati dai cinghiali gli orti, i campi di patate e quelli di mais. Agricoltori, cosa preferite?

 

 

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