I lombrichi sono diventati troppo pochi. Ed è un problema grave

I lombrichi scarseggiano nei campi della Gran Bretagna. E’ una pessima notizia. Le umili bestiole svolgono un ruolo fondamentale e gratuito nella produzione agricola (cioè nella produzione del nostro cibo) e  costituiscono a loro volta il cibo di molti altri esseri viventi. Infatti in Gran Bretagna è diventato raro il tordo bottaccio, che mangia i lombrichi e che fino qualche tempo fa era comune.

Come la sparizione degli insetti, la scarsità di lombrichi è un segnale che stanno cedendo le fondamenta della cattedrale di esseri viventi – la biosfera – nella quale l’Homo sedicente sapiens si trova immeritatamente ad abitare. Con l’aggravante che la cosa, stavolta, ci tocca ancor più da vicino.

I lombrichi infatti inghiottono il terreno, del quale digeriscono i di residui organici trasformandoli  in humus, il complesso di sostanze che rende fertile il terreno. Detto in altre parole: la cacca del lombrico è più preziosa dell’oro perché senza l’humus nei campi non crescerebbero grano, verdure e tutto il nostro cibo.

La prestigiosa rivista scientifica Plos One ha pubblicato i dati scientifici che confermano l’empirico grido di dolore dell’agronomo francese Christophe Gatineau.  Sono stati raccolti letteralmente sul campo: per la precisione, su 126 campi nei quali nell’aprile 2018 i contadini britannici hanno scavato la terra con la vanga e poi hanno contato i lombrichi. Ovviamente (ma su Plos One è tutto spiegato) la procedura era uniforme e standardizzata.

Anche se li chiamiamo tutti sbrigativamente “lombrichi”, i lombrichi appartengono a varie specie, che popolano strati più o meno superficiali. La scarsità di lombrichi, dice lo studio, riguarda soprattutto le bestiole attive negli strati (relativamente) profondi. Essi hanno un ruolo chiave nell’ecosistema del suolo senza il quale i campi non produrrebbero nulla.

Le cause della scarsità di lombrichi? Le pratiche dell’agricoltura moderna, tipo l’aratura (i lombrichi sono affettati dagli aratri, poveretti!) e l’uso dei pesticidi: che sono veleni.

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