Nuova ricerca. Sì, il diserbante glifosato (Roundup) è cancerogeno

Il diserbante glifosato è cancerogeno o no? Si arricchisce di un nuovo capitolo – dice che, sì, il glifosato è davvero cancerogeno – la saga su una delle sostanze più ampiamente usate nell’agricoltura, i cui residui sono presenti in molti prodotti alimentari e nelle acque.

Una ricerca scientifica pubblicata in febbraio dal prestigioso editore Elsevier conclude che, in base alle informazioni disponibili, esiste un legame convincente fra l’esposizione al glifosato e l’aumento del rischio di linfoma non-Hodgkin.

La ricerca dà quindi ragione allo IARC, l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che nel 2015 ha definito il glifosato “probabilmente cancerogeno per gli esseri umani”.

L’anno successivo la FAO (l’agenzia per la sicurezza alimentare dell’ONU) ha detto che il glifosato non causa il cancro. Nello stesso senso si  è espressa l’EPA , l’agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti. Lo stesso ha fatto l’EFSA, l’autorità per la sicurezza alimentare dell’UE, col risultato che l’uso del glifosato è autorizzato nell’UE fino al 2022.

La California ha deciso di etichettare il glifosato come cancerogeno ma una recentissima sentenza ha stabilito che l’etichetta non deve esserci: tuttavia la sentenza non ha ordinato di eliminare il glifosato dall’elenco delle sostanze cancerogene tenuto dall’agenzia californiana per la valutazione dei rischi sanitari.

Il glifosato spesso è venduto col nome commerciale di Roundup. Nel 2014 la produzione mondiale ha superato le 800.000 tonnellate e la sola Monsanto ne trae un fatturato annuo pari a 5 miliardi.

 

 

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