L’Italia non vuole (più) il 100% di energie rinnovabili

Il programma del partito di maggioranza relativa diceva: 100% rinnovabili. Ma l’Italia non è  fra i cinque Stati dell’UE che vogliono arrivare ad usare il 100% di energie rinnovabili entro il 2050: Lussemburgo, Spagna, Austria, Irlanda, Lituania.

Emerge dai resoconti relativi al primo incontro dei ministri UE per l’Energia dedicato alla via da seguire per rispettare gli accordi di Parigi sul clima e limitare al massimo a due gradi il riscaldamento globale.

Non è dato di sapere come si siano schierati gli altri Paesi. A sentire il ministro dell’Energia del Lussemburgo, il Verde Claud Turmes, la Commissione europea ha prospettato otto percorsi, due soli dei quali in grado di raggiungere l’obiettivo di emissioni zero nel 2050: utilizzare esclusivamente energia rinnovabile o costruire un tot di centrali nucleari.

Le centrali nucleari costano un botto e sono a perenne rischio di incidente. Three Miles Island, Cherbobyl e Fukushima non bastano ancora?

In ogni caso, dalle affermazioni di Turmes si deduce che 23 del 28 Stati UE, fra cui l’Italia, o non vogliono rispettare gli accordi di Parigi o vogliono rispettarli costruendo centrali nucleari.

Eppure la forza politica che ha ottenuto la maggioranza relativa alle ultime elezioni politiche – il M5S – ha inserito il 100% rinnovabili nel suo programma elettorale.

Nel contratto di governo fra M5S e Lega non si parla di nucleare; si cita invece il contributo che dovrà essere dato “al conseguimento e al miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi” (anche se il passo è riferito solo alla mobilità elettrica) e si dice che “in tema di contrasto al cambiamento climatico sono necessari interventi per accelerare la transizione alla produzione energetica rinnovabile”.

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