La colazione di Greta Thunberg, il clima e le emissioni

Povera Greta Thunberg. A 16 anni è umanamente impossibile avere una visione del mondo sistemica e matura. Mi sarei imbufalita, se me l’avessero detto quando avevo la sua età: ma è vero. Questa sua stessa foto testimonia come salvare il pianeta dal disastro climatico è difficile, seppur con le migliori e più oneste intenzioni.

Anzi: questa foto dimostra come salvare il pianeta è impossibile – a insaputa di Greta Thunberg – se non si vuole sovvertire il modello economico globale.

La fanciulla che si batte contro i cambiamenti climatici ha postato su twitter in gennaio la sua foto mentre fa colazione in treno. E’ in Danimarca, durante un lunghissimo viaggio. Meritoriamente, non prende l’aereo, che inquina di più: del resto, lei mette l’accento sui comportamenti individuali.

Nei comportamenti individuali c’è anche quel che si mangia a colazione. Niente prodotti animali: lei meritoriamente è vegana. Però ci sono le banane, che in Danimarca non crescono. I viaggi delle merci, e non solo quelli delle persone, inquinano e causano emissioni di gas serra.

Greta Thunberg mangia a colazione cibo avviluppato nella plastica: non cibo comprato sfuso in contenitori riutilizzabili. La ragazza – non ne dubito – metterà la plastica nella raccolta differenziata. Ma la plastica si ottiene dal petrolio, che è un combustibile fossile. Produrre, raccogliere e riciclare le plastica (meglio comunque che portarla in discarica o all’inceneritore) comporta impiego di energia, che a sua volta, se non è energia rinnovabile, produce emissioni di gas serra.

Lungi da me crocifiggere una ragazza di 16 anni: povera Greta, ho esordito. Voglio solo fare notare – a lei, a me, a tutti – quanto la situazione è complicata e che dire, come fa lei, “basta emissioni!” non è sufficiente. Bisogna riprogettare l’intero modo di produrre e di consumare.

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