Con la plastica alla gola. Tutti gli stop agli import di rifiuti

Ormai abbiamo la plastica alla gola. Negli ultimi mesi vari Paesi dell’Asia – non solo la Cina, che è stata la prima – hanno bloccato o reso più difficile l’importazione dall’Occidente dei rifiuti di plastica destinati al riciclo. Gli Stati Uniti piangono e l’Europa non ride. Anzi: i più recenti sviluppi della situazione la mettono ormai con le spalle al muro.

Il sedicente campione di economia circolare chiamato Unione Europea raccoglie per il riciclo (è diverso da dire: ricicla!) solo il 30% circa della plastica, la metà della quale viene esportata per il trattamento. Il grosso andava in Cina, che dal 2018 ha smesso di ricevere a braccia aperte la monnezza altrui.

Si sono fatti avanti altri. Sono stati praticamente sommersi: e hanno dovuto prendere provvedimenti. Il grafico di Eurostat, il più recente disponibile, fotografa la situazione nella primavera 2018: un anno fa.

Nella parte bassa del grafico si nota, fra fine 2017 ed inizio 2018, la crescita delle esportazioni UE dirette in Malesia, Vietnam, Turchia, India, Indonesia: i Paesi che hanno cercato di prendere il posto della Cina.

Si tratta di Paesi poveri dove i rifiuti di plastica non sono gestiti correttamente. In più essi si sono trovati a fronteggiare l’onda proveniente dall’intero Occidente: non solo dall’Unione Europea. Si è messo in moto un effetto domino.

Nell’ultimo anno – cioè durante l’arco di tempo non più coperto dal grafico – la Malesia ha vietato l’importazione di rifiuti di plastica. Il Vietnam ha adottato restrizioni qualitative e quantitative in teoria temporanee che di fatto restano in vigore.

Non ho trovato, almeno per ora, notizie di divieti da parte di Turchia ed Indonesia, dove però comincia a farsi strada che l’Occidente debba gestirsi la sua plastica da sé.

L’India – altro Paese che nel 2018 si è preso una fetta crescente di plastica UE –  ha appena detto stop alle importazioni. La Thailandia ha intenzione di fare altrettanto dal 2020. Taiwan non ha ancora preso provvedimenti ma comincia a seccarsi.

Al momento, sul fronte legislativo UE, tutto tace tranne la strategia europea sulla plastica, un nome pomposo per una montagna che partorisce il topolino: entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica dovranno essere riciclabili. Probabilmente sfugge che non bisogna produrre rifiuti di plastica: altrimenti chi ce li ricicla?

 

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