Crisi climatica. Negli USA non si riesce a seminare il mais

La crisi climatica arriva nel piatto. Gli agricoltori statunitensi non riescono ad effettuare le semine a causa delle piogge eccessive mentre l’Australia, a causa della siccità, deve importare il grano che di solito esporta in grande quantità.

Si profilano raccolti magri ed aumento del prezzo dei generi alimentari, che a loro volta produrranno verosimilmente tensioni sociali soprattutto nei Paesi poveri, dipendenti dalle importazioni e dove la gran parte del reddito viene spesa per mangiare.

Alla fine di maggio, negli Stati Uniti, di regola è già seminato il 90% del mais: quest’anno il 58%. Ed è già seminato il 66% della soia: quest’anno il 29%. Più tarda la semina, più la resa tende a ridursi. Gli agricoltori raccolgono sull’hashtag #noplant19 dettagli, angosce e foto di campi ridotti a palude nei quali è impossibile entrare col trattore.

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