Emergenza climatica? Certi politici sono delle emergenze in sé

Il Senato non ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica, ma ancor più di questo dovrebbero fare notizia gli svarioni climatici dei senatori, immortalati nel verbale della seduta che si è svolta oggi.

Erano in discussione quattro mozioni sul clima; è stata approvata la mozione governativa, piuttosto moscia, proveniente dal M5S; respinte le mozioni  di PD, di Forza Italia e di Liberi e Uguali. Quest’ultima chiedeva appunto di dichiarare l’emergenza climatica.

Gli erroracci sul riscaldamento globale e sulle sue cause nonché sugli atti dell’Unione Europea in materia di clima indicano che certi politici costituiscono delle emergenze in sé.  Qui ci si limita alle parole dei quattro senatori che hanno parlato per primi, illustrando il contenuto delle mozioni presentate dalle rispettive forze politiche.

Patty L’Abbate, M5S

nell’aprile scorso il Parlamento europeo ha disposto, con un regolamento, che […] il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione non possono finanziare investimenti legati ai combustibili inquinanti come il petrolio e gli idrocarburi

Il Parlamento europeo ha votato ma non “ha disposto” un bel nulla: non può disporre una cosa del genere. Un regolamento dell’Unione Europea deve essere approvato nell’identica forma sia dal Parlamento europeo sia dal Consiglio UE (la “voce” dei governi nazionali), che in questo caso specifico per il momento non si è neppure espresso: e non è per nulla detto che, quando si esprimerà, sarà d’accordo col divieto di finanziare i combustibili inquinanti.

Chiediamo di adottare […] ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia […] fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell’Unione europea per la riduzione delle emissioni di gas serra. Mi riferisco alla comunicazione COM(2018) 773

Una “comunicazione” è solo una trasmissione di informazioni: neanche l’ombra di una strategia! Questa comunicazione tratteggia otto scenari di emissioni per il 2050, dei quali due soli sono ad emissioni zero (per salvare il pianeta bisogna raggiungere emissioni zero entro il 2050) e prevedono, rispettivamente, un massiccio ricorso al nucleare e un massiccio ricorso alle rinnovabili. La concretizzazione di quest’ultimo scenario non è appoggiata dal Governo italiano di cui il M5S fa parte.

Andrea Ferrazzi, PD

In una risoluzione legislativa separata, il Parlamento europeo ha disposto che nel 2030 la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35 per cento

Di nuovo, il Parlamento europeo non può disporre nulla del genere. Il Parlamento europeo ha votato perché nella direttiva rinnovabili fosse inserito il 35%, ma – dopo la trattativa con il Consiglio UE – la versione definitiva della direttiva rinnovabili prevede un più modesto 32%.

Massimo Berutti, Forza Italia

l’IPCC ha confermato che un aumento medio della temperatura globale di almeno 1,5 gradi […] è ormai inevitabile […] e che per tenersi entro i tre gradi centigradi di aumento complessivo sarà necessario tagliare le emissioni di anidride carbonica del 45 per cento entro il 2020

Ossignur. L’IPCC ha detto che per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi – la soglia oltre la quale la Terra diventerebbe un luogo ostile – bisogna tagliare le emissioni del 45% entro il 2030, con l’obiettivo di arrivare a zero emissioni nel 2050: se invece andiamo avanti così si verificherà un disastroso aumento di tre gradi.

[questa mozione] impegna altresì il Governo ad adottare con urgenza interventi per favorire la riduzione dei limiti di biossido di azoto

C’è un lapsus perdonabilissimo (“favorire la riduzione dei limiti” al posto di “favorire la riduzione delle emissioni”) e c’è un tremendo errore concettuale: il biossido di azoto fa molto male, ma non provoca il riscaldamento globale. Lo provoca invece il protossido di azoto.

Loredana De Petris, Liberi e Uguali

è proprio nell’area mediterranea che si è osservato non genericamente, ma con dati scientifici, ampiamente confermati anche dal nostro Consiglio nazionale delle ricerche, l’incremento maggiore [delle temperature]

Il Consiglio nazionale delle ricerche dice che la temperatura nell’area del Mediterraneo è aumentata di 1,4 gradi rispetto all’era preindustriale – l’aumento medio planetario è ufficialmente pari a un grado, per ora – mentre nell’Artico il riscaldamento è doppio rispetto alla media globale: due gradi. Sempre per ora.

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