Il lupo urbano di Chivasso

Il lupo urbano è una novità notevole e pone problemi nuovi. L’avvistamento in via Sandro Pertini a Chivasso non è confermato dagli esperti (potrebbe trattarsi di un cane lupo cecoslovacco sfuggito al padrone) ma non è neanche inverosimile: l’ISPRA ha accertato da tempo la presenza del lupo sulla collina del Chivassese e del Basso Monferrato.

Chivasso ha 26.000 abitanti e fa parte della città metropolitana di Torino. Via Sandro Pertini non è in mezzo ai campi, ma in mezzo alle case. La mappa evidenzia la distanza da Torino  e gli altri luoghi vicini in cui è confermata la presenza del lupo: San Sebastiano Po, Lauriano, Casalborgone, Castelnuovo Don Bosco, Buttigliera.

Il lupo urbano pone due ordini di problemi. Il primo è il più ovvio: in Italia il lupo non ha mai torto un capello agli esseri umani dall’Ottocento in poi, ma è un animale potenzialmente pericoloso. Come sono potenzialmente pericolose anche le mucche ad esempio – mica sono sempre placide – senza che per questo contro di loro vengano scatenate le crociate.  Però se un lupo frequenta un centro abitato le occasioni di interazione con gli umani sono più alte, e con esse anche i pericoli potenziali. Se non altro, i cani e i gatti sono per lui facili prede.

E questo conduce al secondo ordine di problemi: il motivo per cui un lupo finisce per andare a spasso in via Sandro Pertini. Si può ipotizzare una ragione analoga a quella per la quale le volpi frequentano le città (a Bruxelles, pare, ce ne sono 3.000), ovvero il fatto che dove c’è l’uomo c’è anche cibo abbondante e facile da conquistare. Il lupo (come le volpi)  non schifa mica i rifiuti

Il lupo è un cacciatore opportunista e può nutrirsi di prede selvatiche, rifiuti e frutta. La sua gamma di prede si estende dal topo al cavallo

Il lupo mangia soprattutto ungulati selvatici di piccola taglia, ma catturare un cagnolino, magari tenuto alla catena in cortile, poveretto, è più facile che catturare il cinghiale, che pure è abbondantissimo in zona e rappresenta per il lupo una tipica preda.

Nelle zone in cui il lupo è tornato o sta tornando, di solito si avverte la popolazione (un caso tipico nel Chivassese) che bisogna  elettrificare i recinti del bestiame e ricorrere ai cani da guardania. Giustissimo.

Però nelle aree urbane sarebbe il caso di rendere inaccessibili i rifiuti (lo si fa da tempo per gli orsi in Trentino) e di lanciare appelli affinché cani e gatti vengano tenuti al chiuso.

Si tratta di eliminare tutte le occasioni che possono richiamare un lupo in un centro abitato. Due vantaggi: si riducono al minimo le interazioni potenzialmente pericolose con gli umani; e il lupo continua a mangiare la sua preda tipica, il cinghiale, che da decenni – in assenza di nemici naturali – cresce, si moltiplica e fa danni.

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