L’agonia dell’Artico. Mai così poco ghiaccio in giugno

Mai così caldo, mai così poco ghiaccio in giugno al Polo Nord. In questi giorni l’Artico è alla ribalta per le temperature e la fusione record dei ghiacci in Groenlandia: in realtà il problema è ben più vasto. Ci riguarda da vicino, dal momento che l’Artico regola il clima planetario. E’ il nostro refrigeratore. E si sta rompendo. Anzi, forse è già rotto.

Secondo i dati del NSDIC statunitense – che fa capo alla NASA – l’estensione dei ghiacci artici, in questo giugno 2019, è la più bassa da quando si effettuano osservazioni satellitari, cioè da quarant’anni a questa parte.

L’immagine mostra un’elaborazione del grafico NSIDC con l’andamento dei ghiacci artici nel periodo 1981-2019 e con un ingrandimento relativo al mese di giugno.

Non è una vampata estemporanea di calore. Il climatologo Zack Labe ha pubblicato una mappa che mostra l’anomalia delle temperature sull’Artico dall’inizio dell’anno.

E non si può neanche dire che questo 2019 sia un anno eccezionale e bislacco. Nell’Artico, le temperature aumentano con velocità doppia rispetto alla media planetaria. I cinque anni più caldi nell’Artico dal 1900 in poi (ossia da quando esistono i dati) sono stati gli ultimi cinque, cioè quelli compreso fra il 2014 e il 2018.

Inoltre i 12 anni in cui l’estensione dei ghiacci è stata la più ridotta da quando esistono misure satellitari (cioè da 40 anni) sono stati gli ultimi 12: quelli compreso fra il 2007 e il 2018. Il 2019 si vedrà, ma sembra incamminato per ora sulla stessa strada.

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