La centrale nucleare galleggiante russa ottiene la licenza di esercizio nell’Artico

centrale nucleare galleggiante russa Akademik Lomonosov

Ha ottenuto giovedì la licenza d’esercizio ed è pronta per salpare e per entrare in funzione la “Akademik Lomonosov” (foto), la centrale nucleare galleggiante costruita dalla Russia. Nelle prossime settimane salperà dal porto di Murmansk, dove è stata effettuata l’ultima parte dei lavori, e navigherà nel Mar Glaciale Artico fino a raggiungere, presumibilmente in agosto-settembre, il porto di Pevek,  oltre il Circolo Polare Artico.

Pevek è un centro minerario e la città più settentrionale della Russia; la “Akademik Lomonosov” le fornirà calore ed elettricità. La cartina mostra il viaggio e il luogo in cui la centrale nucleare galleggiante sarà operativa.

centrale nucleare galleggiante russa da murmansk a pevek

La centrale nucleare galleggiante preoccupa Greenpeace, che l’ha ribattezzata “Chernobyl sul ghiaccio” e “Titanic nucleare”.

I russi sottolineano che la “Akademik Lomonosov” è a prova di tsunami e ha un sistema di raffreddamento d’emergenza in grado di funzionare per 24 ore. Tuttavia Chernobyl e Fukushima insegnano che, per quanto si cerchi di prevedere tutto e prendere tutte le conseguenti precauzioni, gli imprevisti esistono sempre. Un incidente nucleare sarebbe più che una catastrofe per il fragile e vulnerabile ambiente dell’Artico. Sarebbe inoltre estremamente difficile da gestire in quelle condizioni ambientali estreme.

La “Akademik Lomonosov” non è la prima centrale nucleare galleggiante della storia: gli Stati Uniti ne hanno installato una nel Canale di Panama negli Anni 60. Ora quell’impianto è in corso di decommissionamento.

La centrale nucleare galleggiante russa è dotata di due reattori in grado di generare fino a 70 megawatt di elettricità e 50 gicacalorie di energia termica all’ora. Ci si attende che cominci a immettere elettricità nella rete elettrica nel dicembre di quest’anno. La licenza d’esercizio sarà valida fino al 2029; l’impianto costa 331 milioni di dollari.

L’agonia dei ghiacci artici rende via via sempre più accessibile una delle pochissime riserve di risorse naturali ancora quasi intatte e sfruttabili. La corsa a chi riesce per primo ad impossessarsene è aperta da qualche anno, e la “Akademik Lomonosov” è in costruzione dal 2007.

La sua energia elettrica consentirà fra l’altro lo sviluppo di miniere di rame e oro in una zona che ora, per gran parte dell’anno, deve fare affidamento solo sui combustibili accumulati durante il breve periodo nel quale coste e porti sono sgombri dal ghiaccio.

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