Perché piantare alberi non è la soluzione

piantre alberi non è la soluzione della crisi climatica

Piantare alberi è una gran bella cosa, ma non è la soluzione della crisi climatica. Ha avuto amplissima eco lo studio pubblicato su Nature secondo il quale piantare miliardi alberi potrebbe combattere efficacemente il riscaldamento globale: sulla Terra, dicono gli studiosi, c’è posto per 900 milioni di ettari di nuovi boschi (una superficie vasta quasi quanto il Brasile), ed essi sarebbero in grado di assorbire i due terzi dell’anidride carbonica (il principale gas dei cambiamenti climatici) immessa nell’atmosfera a causa delle attività umane.

Non hanno avuto adeguato risalto tre parole che pure gli studiosi hanno detto a proposito degli alberi: una volta cresciuti. Una volta cresciuti, gli alberi sarebbero in grado di assorbire i due terzi dell’anidride carbonica.

Gli alberi impiegano decenni per crescere. I cambiamenti climatici stanno già avvenendo qui ed ora. Secondo l’IPCC, ci sono fondate speranze di contenere entro 1,5 gradi l’innalzamento delle temperature rispetto all’era preindustriale solo se si dimezzano le emissioni climalteranti entro il 2030. Entro dieci anni.

Se anche domani mattina in tutto il mondo venissero piantati 900 milioni di ettari di boschi, dieci anni non sono sufficienti per far crescere gli alberi e per dar modo agli alberi di assorbire l’anidride carbonica.

Piantare alberi è una gran bella cosa, ma non è utile per disinnescare in tempo il peggioramento della crisi climatica. E’ utile invece ridurre le emissioni.

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