Impatto ambientale degli eventi sportivi. Il calcio, i viaggi dei tifosi e i rifiuti

impatto ambientale degli eventi sportivi

L’impatto ambientale degli eventi sportivi è certamente considerevole. Quale è esattamente quello del calcio? Cerca di rispondere alla domanda uno studio avviato da Life Tackle e coordinato dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Fra i partner anche l’UEFA e la Federazione Italiana Gioco Calcio.

Il problema più urgente che il genere umano è chiamato a risolvere per garantire la propria sopravvivenza su questo maltrattato pianeta non è costituito dall’impatto ambientale degli eventi sportivi. Ma i primi elementi messi insieme da Life Tackle sono interessanti.

Questi primi elementi riguardano due effetti collaterali del calcio: i rifiuti e le emissioni di anidride carbonica (il principale gas dell’effetto serra) collegate alle partite.

Life Tackle ha già appurato che un tifoso, ogni volta che va a vedere una partita di calcio, produce in media 800 grammi di rifiuti: i contenitori delle bibite, gli involucri dei panini eccetera. Moltiplicati per tutti gli spettatori che in un anno si recano in uno degli stadi europei, gli 800 grammi a testa diventano 750.000 tonnellate.

Si dirà (e magari, a fine studio, lo dirà anche Life Tackle) che questi rifiuti devono essere adeguatamente raccolti e riciclati: ma produrre involucri o altre cose che finiscono nei rifiuti significa sprecare risorse naturali ed energia per oggetti effimeri, e raccolta e riciclo richiedono altre risorse naturali, altra energia. Evitare di produrre rifiuti – per una partita di calcio, poi! – sarebbe l’ideale.

Un altro notevole impatto ambientale delle partite di calcio già individuato da Life Tackle consiste nelle emissioni di anidride carbonica associate ai viaggi dei tifosi che accompagnano la squadra del cuore nelle trasferte.

Un solo esempio. Gli spostamenti degli oltre 12.000 tifosi britannici che hanno seguito a Baku, in Azerbaigian, le squadre del Chelsea e dell’Arsenal per la finale della Europa League hanno generato complessivamente quasi 5.600 tonnellate di anidride carbonica.

Un’enormità, se si considera che una persona, nell’arco di un anno, genera emissioni per circa 10 tonnellate. Un’assurdità, oltretutto: gli stadi del Chelsea e dell’Arsenal si trovano ad appena 13 chilometri l’uno dall’altro, ma le due squadre hanno disputato la finale a circa 4.000 chilometri di distanza da casa.

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