EROI. Il ritorno energetico delle fonti fossili è scarso e in declino

ritorno energetico delle fonti fossili

Quanta energia ci vuole per produrre altra energia? Un saggio appena pubblicato su Nature Energy analizza attentamente l’EROI (cioè il ritorno energetico) delle fonti fossili: petrolio, gas, carbone.

Il risultato apre uno scenario completamente nuovo: il ritorno energetico delle fonti fossili (ovvero il rapporto fra l’energia prodotta e l’energia impiegata per la produzione) è scarso, è decisamente più basso di quello che si pensava ed è in declino.

Solo l’abstract del lavoro è ad accesso libero (il testo completo è riservato agli abbonati), ma il comunicato stampa dell’Università di Leeds, che ha partecipato alla ricerca, offre vari elementi aggiuntivi e sottolinea un punto importante: il declino del ritorno energetico delle fonti fossili implica che, se continuiamo ad affidarci ad esse, una crescente quantità di energia sarà risucchiata dalla produzione di energia, ai danni della quantità di energia netta a disposizione della collettività

Se si vuole estrarre petrolio, bisogna impiegare energia per costruire e azionare la trivella. Se si vuole costruire un pannello solare, bisogna impiegare energia per estrarre e lavorare il silicio delle celle solari. Eccetera. Ma quale è il rapporto fra energia ricavata ed energia impiegata?

Nel caso di carbone, gas, petrolio si è soliti calcolare un EROI (un rapporto fra l’energia ricavata e l’energia impiegata per ottenerla) di almeno 25:1. Come dire: per ottenere 25 barili di petrolio bisogna usare l’energia di un barile di petrolio. Per le rinnovabili si è soliti calcolare un EROI inferiore a 10:1. E’ il motivo per cui si suole dire che l’economia non può fare a meno delle fonti fossili, anche se destabilizzano il clima. E invece…

Gli studiosi su Nature hanno rifatto i conti. Hanno notato che, sì, se si guarda solo all’estrazione l’EROI attuale dei combustibili fossili è effettivamente attorno a 25:1. Tuttavia le cose cambiano radicalmente se si tiene conto dell’energia necessaria non solo per estrarre i combustibili fossili, ma anche per trasformarli in carburanti o in elettricità, cioè per renderli effettivamente disponibili.

Del resto, le auto bruciano benzina (non petrolio grezzo) e l’impianto di condizionamento che consente di sopravvivere alle temperature roventi funziona grazie all’energia elettrica: non funziona direttamente grazie al gas o al carbone con i quali l’energia elettrica è prodotta.

Se si tiene conto di questo, l’EROI dei combustibili fossili scende a 6:1 e addirittura potenzialmente a 3:1 nel caso dell’elettricità. Uno sguardo retrospettivo mostra che l’EROI delle fonti fossili è diminuito del 23% negli ultimi 16 anni.

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