Rimangono 20.000 esemplari. Re Leone, il cerchio della vita si restringe

il re leone

La nuova versione de “Il Re Leone” verrà presentata in anteprima mercoledì 24 luglio. E’ un rifacimento dell’omonimo film d’animazione uscito nel 1994. Nel frattempo il regno del cucciolo ed erede al trono Simba ha perso un terzo della sua estensione.

Vent’anni fa – pochi anni dopo l’uscita del primo film – si stimava che vivessero in libertà 30.000 leoni. Oggi si calcola che ne siano rimasti 20.000 (ne è sparito un terzo, appunto), dei quali 500 circa appartenenti alla sottospecie asiatica: il cosiddetto leone indiano, il cui areale di diffusione un tempo arrivava fino al Medio Oriente, alla Turchia e anche oltre, altrimenti Ercole non avrebbe potuto uccidere il leone di Nemea.

Dunque le speranze di sopravvivenza dei leoni africani – quelli di Simba e del Re Leone –  sono affidate oggi a 19.500 esemplari. E’ più o meno il numero degli esseri umani residenti a Bellaria-Igea Marina: ma i leoni africani sono sparpagliati su un intero continente.

Solo un secolo fa i leoni erano 200.000: dieci volte tanto. Ora sono scomparsi da 26 Paesi africani, resistono in altri 28 ma fuori dai parchi nazionali sono comunque sull’orlo dell’estinzione.

In Africa Occidentale rimangono poche centinaia di individui; i leoni del Nord Africa sono scomparsi da ormai 70 anni anche se pare che i discendenti sopravvivano in alcuni zoo: la notizia della nascita di cuccioli appartenenti a questa popolazione ha fatto di recente il giro del mondo.

Il cucciolo Simba che il 24 luglio debutta nel rifacimento de Il Re Leone sarà accompagnato come nel 1994 dalla canzone “Il cerchio della vita”: ma la pressione umana è molto più alta rispetto ad allora.

Le attività umane occupano, stravolgono, frammentano i territori dei leoni. Il bestiame tende a sostituire le loro prede – gli erbivori selvatici – e questo rende ancor più difficile la coesistenza fra leoni e popolazioni locali.

Anche la moda del bushmeat – la commercializzazione clandestina della carne di animali selvatici – fa sparire le prede dei leoni, che sono essi stessi vittime della caccia di frodo per procurare, ad esempio, denti e zampe o altri ingredienti della medicina tradizionale: senza contare i leoni allevati in cattività per il business dei trofei e delle ossa, richiestissime al posto delle ossa di tigre.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *