Lo squalo cresciuto dentro un anello di plastica

 

squalo cresciuto in un anello di plastica

La storia dello squalo lungo più di due metri cresciuto dentro un piccolo anello di plastica è da museo degli orrori, ma ha (per ora) un lieto fine.

Infatti una squadra di ricercatori, che lo avevano catturato per tutt’altro fine, ha liberato l’animale dalla fascetta circolare che era profondamente penetrata nella carne all’altezza delle branchie, procurandogli una gravissima ferita e senz’altro un dolore atroce.

Lo squalo, una femmina battezzata Destino “perché è una sopravvissuta”, ha ricevuto un localizzatore satellitare. I ricercatori hanno twittato lunedì che è viva e vegeta e trasmette dati in quantità. La ferita tuttavia non deve essersi ancora rimarginata – la cattura e la rimozione della fascetta sono avvenute martedì 2 luglio, meno di due settimane prima – e solo il tempo dirà se Destino riuscirà davvero a cavarsela.

Destino è uno squalo smeriglio, una specie conosciuta anche come vitello di mare. E’ stata catturata nelle acque del Maine (Stati Uniti) dai ricercatori guidati da James Sulikowski, professore di Scienze marine all’Università del New England.

La squadra voleva semplicemente prelevare dei campioni e liberare subito l’animale, ha raccontato Sulikowski, ma ha dovuto effettuare un intervento di pronto soccorso veterinario – la rimozione dell’anello di plastica, appunto – per evitare la morte certa dello squalo.

I ricercatori hanno applicato a Destino il localizzatore satellitare per avere la possibilità di seguire le sue tracce e sapere se sarebbe riuscita a sopravvivere.

La fascetta, riferiscono i ricercatori, somiglia a quelle che si trovano attorno alle confezione di esche per la pesca commerciale. Qualche anno fa, quando era più piccolo, Destino deve essersela infilata accidentalmente attorno al collo e non è riuscito a rimuoverla. Man mano che l’animale cresceva, la fascetta stringeva sempre più, tagliandogli la pelle e penetrando in profondità nella carne.

La vicenda dello squalo cresciuto dentro un anello di plastica è la perfetta icona di un pianeta che ormai ha la plastica alla gola. In particolare, si stima che ogni anno finiscano in mare 8 milioni di tonnellate di plastica: di questo passo, nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesce.

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