Non ci sono i test. Colza e soia OGM possono entrare illegalmente nell’UE

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Organismi geneticamente modificati  2.0 – si tratta in particolare di colza e soia OGM – possono entrare illegalmente nell’UE (Unione Europea).  La notizia è stata diffusa da Friends of the Earth.

Grazie a documenti ottenuti attraverso l’accesso agli atti, Friends of the Earth ha appurato che non vengono effettuati controlli per identificare l’eventuale presenza di OGM 2.0 fra le derrate importate nell’UE. La Commissione europea non ha ritenuto utile nel 2017 sviluppare test per identificarli e tuttora non ha stabilito un protocollo per le analisi.

A quanto risulta a Friends of the Earth, il rischio che vengano importati nell’UE gli OGM dei quali l’UE stessa non controlla la presenza è particolarmente alto per la colza proveniente dal Canada e per la soia proveniente dagli Stati Uniti. In questi Paesi vengono coltivati OGM 2.0: rispettivamente, una varietà di colza chiamata Cibus e una varietà di soia chiamata Calyxte.

Traduzione: tutti noi possiamo aver consumato colza e soia OGM a nostra insaputa e nonostante la volontà di evitare alimenti geneticamente modificati.

In base ad una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, gli OGM 2.0 (per meglio dire, gli OGM ottenuti attraverso la mutagenesi) sono in linea di principio soggetti ai medesimi obblighi degli OGM di prima generazione  (quelli in cui sono stati innestati frammenti di DNA provenienti da altri organismi). Significa che l’importazione nell’UE di OGM 2.0 può essere dichiarata ammissibile solo dopo la valutazione del rischio sanitario e che la loro presenza deve essere indicata sull’etichetta.

Alla notizia diffusa da Friends of th Earth va aggiunto un elemento significativo: per evitare che gli Stati Uniti aumentassero i dazi sulle importazioni provenienti dall’UE,  la stessa UE e gli Stati Uniti si sono accordati nel luglio 2018 per aumentare gli scambi di soia (e di gas): gli Stati Uniti sono diventati il principale fornitore di soia dell’UE.

Nei 14 mesi successivi all’accordo del 2018, le importazioni di soia statunitense nell’UE sono aumentate del 121%, attestandosi a 8,2 milioni di tonnellate ed il 72% della soia importata nell’Unione Europea viene dagli Stati Uniti.

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