La sentenza che “ringiovanisce” i vecchi reattori nucleari UE

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E’ giuridicamente lecito mantenere in funzione i numerosi vecchi reattori nucleari UE per un periodo più lungo di quello calcolato dai progettisti senza fare una valutazione di impatto ambientale? No, ma anche sì. La sentenza un pochino ambigua pronunciata lunedì dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in realtà spalanca un futuro davanti alle vecchie centrali nucleari europee e consente di trattarle come se fossero ancora giovani.

Questa sentenza (qui il comunicato stampa) non condanna il Belgio per la decisione di mantenere operativi fino al 2025 i reattori nucleari Doel 1 e Doel 2 (foto), che furono inaugurati alla metà degli Anni 70. Nel 2025, compiranno la bellezza di mezzo secolo.

Più un reattore nucleare è vecchio, più i concetti alla base della sua realizzazione si discostano dagli standard di sicurezza attuali.

Chernobyl è stata una potente lezione per l’Europa. Dopo il 1990, nell’UE sono stati aperti – e non sono ancora chiusi – due soli cantieri per la costruzione di reattori nucleari: quelli di Olkiluoto 3 in Finlandia (lavori iniziati nel 2005) e di Flamanville 3 in Francia (lavori iniziati nel 2007). Sono in infinito ritardo per problemi tecnici e costeranno molto, ma molto di più del previsto.

Ammodernare e mantenere in funzione una vecchia centrale nucleare è una faccenda assai meno spinosa che costruirne una nuova.

Il Belgio è stato citato in giudizio da associazioni ambientaliste per non avere sottoposto a valutazione di impatto ambientale e valutazione di incidenza il prolungamento dell’operatività dei reattori Doel 1 e Doel 2. La Corte di Giustizia ha sentenziato che le valutazioni sono doverose, ma si può soprassedere quando – era il caso del Belgio – si rischia altrimenti di interrompere l’approvvigionamento di energia elettrica.

Questa sentenza può costituire un precedente. Può rendere lecito prolungare il funzionamento di tutti i vecchi reattori nucleari UE.

Nell’UE è di origine nucleare il 25% dell’energia elettrica. Sono in funzione 125 reattori nucleari, distribuiti in 14 Stati e costruiti fra gli Anni 60 e gli Anni 80: sono stati progettati  per durare trent’anni, anche se è dimostrata la possibilità di tenerli in funzione fino ai 40.

Però già ora 12 reattori nucleari UE hanno più di 41 anni e altri 78 hanno fra 31 e 40 anni. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per scongiurare i black out  sarà possibile mantenerli in attività senza valutazione di impatto ambientale finchè non raggiungeranno il mezzo secolo.

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