Pieno di rifiuti. Il Mediterraneo è il mare più sporco d’Europa

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Dagli Anni 90 al 2017, i rifiuti sono aumentati di almeno due volte. Il Mediterraneo è il mare più sporco d’Europa, o per meglio dire: il più pieno di rifiuti.

Lo dice una ricerca dell’Ifremer, l’istituzione oceanografica della Francia, sfociata in un saggio fresco di pubblicazione sul Marine Pollution Bulletin. Il testo completo è riservato agli abbonati, ma il comunicato stampa soddisfa molte curiosità.

L’Ifremer tiene sotto controllo la quantità dei rifiuti nel Mediterraneo dal 1994. Negli Anni 90 c’erano circa 100 rifiuti per chilometro quadrato. Secondo l’aggiornamento più recente e relativo al 2017 (quello al quale è dedicato il saggio), dal 2012 la densità  è salita a circa 200 rifiuti per chilometri quadrato, con una punta di quasi 300 rifiuti per chilometro quadrato toccata nel 2015. Nel 60% dei casi si tratta di sacchetti per la spesa e di altri oggetti di plastica, ma ci sono anche lattine, attrezzature da pesca, tessuti…

Nel Mediterraneo, i rifiuti sono presenti nel 90% delle aree. Un analogo studio ha riscontrato che i rifiuti nel Mare del Nord non superano i 50 per chilometro quadrato.

Ogni anno, in tutto il mondo, 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani. Di esse, 200.000 tonnellate vanno nel Mediterraneo. Ormai il fatto che la plastica in mare mette in pericolo gli animali fa parte della consapevolezza collettiva.

Lo studio francese secondo il quale il Mediterraneo è il mare più sporco d’Europa ha preso in esame solo i rifiuti visibili. Per effettuare un bilancio più accurato bisognerebbe considerare  anche la microplastica.

Comunque, seguendo il medesimo criterio – censire i rifiuti che si vedono – l’Ifremer ha lanciato a fine luglio una campagna di documentazione fotografica affidata ad un drone galleggiante Wave Glider, che scatta una foto ogni 7 secondi. Sta immortalando i rifiuti presenti in superficie e fino ad una profondità di 4,5 metri.

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