Decima grindadráp alle Faroe. “Uccidiamo per procurare cibo”. Falso

grindàdrap alle faroe

Altre 23 balene pilota macellate venerdì 2 agosto durante la decima grindadráp alle Faroe avvenuta quest’anno. E’ così salito a 543 il numero delle balene e dei delfini uccisi con coltelli ed arpioni lungo le coste della civilissima Europa in nome di una balla: “procurare cibo alla comunità”, o qualcosa del genere.

La grindadráp, o grind, è una sanguinosa abitudine tipica delle isole conosciute anche come Fær Øer. Situate fra la Norvegia e l’Islanda, costituiscono una provincia autonoma della Danimarca e, al contrario di quest’ultima, non fanno parte dell’Unione Europea.

I volontari di Sea Shepherd, l’organizzazione non governativa che lotta per difendere il mare e le sue creature, hanno diffuso su Facebook in diretta il video della mattanza: consigliato solo a persone non facilmente impressionabili, mostra la tecnica con cui vengono effettuate le uccisioni.

Questa tecnica è anche descritta dalle cronache delle grindadráp avvenute nei mesi scorsi: avvistate in mare aperto le balene pilota (o i delfini), le imbarcazioni accorrono per spingerle verso riva, dove i cacciatori le attendono: bloccano gli animali infilando un arpione nello sfiatatoio e poi li uccidono recidendo la spina dorsale e le arterie con un coltello.

Cacciatori, parenti, amici, vicini di casa, conoscenti si dividono la carne dei cetacei catturati.

Alle Faroe tengono a dire che la legge prescrive di uccidere gli animali nel modo “più rapido ed efficiente possibile” (non riescono però ad affermare che la mattanza sia veloce e indolore) e che la grindadráp si fa per procurare e condividere il cibo nelle comunità locali.

Eppure alle Faroe sano benissimo che la carne dei cetacei è pesantemente contaminata da mercurio, PCB, DDT ed altro: le autorità hanno fissato il limite entro il quale può essere consumata con sicurezza  – una o due volte al mese – e le donne incinte devono tenersene lontane.

Nelle Faroe vivono circa 50.000 persone. Quasi la metà mangia solo di rado carne e grasso di balena e solo il 17% della popolazione la mangia più di una volta al mese: in tutto, si calcola, è un consumo annuo pari a 140 tonnellate circa, mentre ogni stagione di caccia frutta ben  circa 500 tonnellate. Ben di più.

Perché macellare così tanti animali? I conti evidentemente non tornano quando alle Faroe dicono “facciamo la grindadráp per procurare cibo”.

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