Fusione dei ghiacci nel mare a Nord e a Est della Groenlandia. Addirittura

agosto 2019, fonde il ghiaccio marino a nord e a ovest della groenlandia

Agonia dell’Artico, è in atto la fusione dei ghiacci nel mare a Nord e a Est alla Groenlandia, come mostra la foto satellitare della NASA: il fenomeno fa il paio con la massiccia fusione dei ghiacciai (di cui molto si è parlato) presenti all’interno della grande isola, e forse è ancor più preoccupante.

Il piccolo varco fra il ghiaccio marino formatosi qualche giorno fa a Nord della Groenlandia si è molto allargato. Ora c’è mare aperto sul quale cui galleggiano qua e là frammenti di ghiacci sfasciati.

A Nord resiste solo un breve tratto ghiacciato che ancora salda la Groenlandia alla banchisa, o a quello che ne resta.

Il bastione di ghiaccio sulle coste a Nord e a Est della Groenlandia era il più spesso dell’Artico. Fino a pochi anni fa sembrava una grande barriera che la crisi climatica avrebbe faticato ad espugnare. E  invece…

Per avere un’idea dei cambiamenti in atto in quel tratto dell’Artico, si può fare riferimento alla foto satellitare qui sotto. E’ stata scattata all’inizio di agosto nel 2012, l’anno in cui alla fine dell’estate l’estensione dei ghiacci artici fu la più ridotta mai registrata da quanto si effettuano le misurazioni. Questo 2019 sembra incamminato a superare il 2012. Allora – fatta eccezione per i fiordi – la banchisa era ben salda a Nord della Groenlandia. Inoltre il ghiaccio in mare in qualche modo resisteva anche lungo la costa nordorientale.

fonde il ghiaccio marino attorno alla groenlandia. paragone col 2012

La foto qui sotto si riferisce al precedente minimo dei ghiacci artici, verificatosi nel 2007:  siamo sempre all’inizio di agosto, si vede qualche tratto di mare a Nord della Groenlandia ma il ghiaccio è presente in parte dei fiordi e, lungo la costa orientale, si spinge molto più a Sud rispetto al 2012.

fusione dei ghiacci nel mare attorno alla groenlandia, paragone col 2007

La Groenlandia sta tornando la “terra verde” (questa l’etimologia del nome) che era ai tempi di Erik il Rosso, il navigatore vichingo che le attribuì questo nome? Balle. Chiamare “terra verde” la Groenlandia fu una grande trovata pubblicitaria. Fu forse il primo esempio di marketing della storia umana. Da “Che tempo farà”, di Luca Mercalli:

fusione del ghiaccio nel mare attorno alla groenlandia - erik il rosso

La fusione dei ghiacci nel mare della Groenlandia è forse ancor più preoccupante della fusione recentemente verificatasi sulla superficie dei ghiacciai all’interno dell’isola per via della diminuzione dell’albedo: il blu del mare prende il posto del bianco del ghiaccio e assorbe la radiazione solare, mentre invece una superficie candida riflette la radiazione solare verso lo spazio.

In fondo, l’albedo è il motivo per cui d’estate ci si veste di colori chiari: ci si sente più freschi. Adesso quei tratti di mare attorno alla Groenlandia “indossano” colori più scuri: cosa che contribuisce all’incremento delle temperature e all’ulteriore fusione dei ghiacci.

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