Gli incendi in Siberia non si fermano. Ora preoccupa anche il fumo

incendi in siberia

Se ne parla meno, ma gli incendi in Siberia proseguono e oltre al fuoco ora preoccupa il fumo. Secondo le ultime stime, ormai è andata in cenere un’area vasta quanto l’Austria: dieci giorni fa, più o meno al picco dell’attenzione globale, gli incendi in Siberia riguardavano una superficie pari a quella del piccolo Belgio.

La NASA ha diffuso oggi l’immagine qui sopra, catturata venerdì 9 dal satellite Terra. Quello stesso giorno, a quanto riporta la NASA, nella sola regione di Krasnoyarsk erano in fiamme 2,7 milioni di acri, corrispondenti a 10.900 chilometri quadrati circa. E’ un territorio più o meno vasto quanto l’Abruzzo: ma il fuoco era anche altrove.

Ora in Siberia il fumo degli incendi copre una superficie più vasta dell’Unione Europea. Lo si vede nell’animazione diffusa oggi via Twitter dal WMO, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

In questo quadro va inserito anche il fatto che venerdì mattina nel cielo del distretto di Verkhoyansk (Yakuzia) il sole e la luce hanno tardato a comparire. Qui sotto, l’immagine satellitare NASA di oggi sulla quale sono evidenziate le anomalie termiche: ovvero gli incendi.

incendi in siberia

In estate ci sono sempre stati incendi in Siberia: ma negli ultimi anni si sono intensificati fino ad arrivare alla situazione attuale, senza precedenti.

Per spiegarla, si può fare riferimento al fatto che la taiga – la foresta siberiana – ha una vegetazione adattata a temperature fresche. Quando l’estate è molto più calda del normale, tutto si secca e diventa una facile esca per il fuoco, sia esso appiccato da un lampo o da una mano umana per rendere più facile il disboscamento illegale.

Secondo Greenpeace International, fino al 5 agosto gli incendi in Siberia hanno provocato l’emissione in atmosfera di 166 megatonnellate (166 milioni di tonnellate) di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici. La cifra è molto vicina alle emissioni annuali dell’intero Venezuela.

Tuttavia si tratta di un dato parziale. Le emissioni di anidride carbonica continueranno finché continueranno gli incendi. Gli alberi bruciati non potranno più assorbire anidride carbonica dall’atmosfera. Altri alberi spunteranno al loro posto, ma impiegheranno tempo per crescere. Inoltre è probabile che, almeno in alcune aree, insieme alla vegetazione stia bruciando la torba del suolo: cosa che comporta ulteriori emissioni.

Fino a quando brucerà la Siberia? Gli incendi sono in zone remote, poco o nulla popolate: non ci sono strade percorribili da soldati (a fine luglio è stato mobilitato l’esercito russo), pompieri, autobotti. Bisognerà aspettare la pioggia.

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