Il turista francese disperso e le balle sulla “reintroduzione del lupo”

REINTRODUZIONE DEL LUPO IN ITALIA E TURISTA FRANCESE DISPERSO NEL CILENTO

Spiace che a cadere vittima delle balle sulla “reintroduzione del lupo” sia un quotidiano blasonato come Il Messaggero. Avanza l’ipotesi che i lupi abbiano sbranato il turista francese disperso da 9 giorni nel Cilento

giacché nell’area in questione, due anni fa ne furono immessi diversi esemplari per contrastare le incursioni dei cinghiali, divenuti un autentico incubo per le popolazioni locali

Il Messaggero è in buona compagnia. Fra gli altri, anche e TPI e Open citano i lupi “immessi” o “liberati” in zona per contrastare i cinghiali.

E’ vero che il lupo è il nemico naturale del cinghiale in Italia. E’ falso che qualcuno abbia reintrodotto, immesso o liberato il lupo. Ha invece riconquistato la penisola a partire dei piccoli nuclei che riuscirono fortunosamente a sopravvivere sugli Appennini fino al 1973, quando la specie divenne protetta.

La reintroduzione di una specie comporta lunghi studi e ingenti spese. I finanziamenti dell’Unione Europea hanno reso possibile da reintroduzione dell’orso in Trentino e del gipeto sulle Alpi. Non è mai esistito nulla del genere per il lupo, né in Italia né in Europa.

Eppure anche i politici, e non sono i giornali, spesso parlano di lupi “reintrodotti”: ad esempio il segretario regionale della Lega in Toscana, Simonini, e il presidente della Provincia di Trento Fugatti, anch’egli della Lega. Però non spiegano chi, come, dove e con quali soldi ha acquistato o allevato lupi e li ha liberati. Se non hanno le prove che qualcosa del genere sia accaduto, smettano per favore di ripetere cose non vere.

Nella più benevola delle ipotesi, chi sostiene che il lupo è stato “reintrodotto” fa – diciamo – un po’ di confusione con le numerose notizie relative a lupi investiti, curati e poi liberati in un luogo prossimo a quello in cui erano stati trovati.

Più probabilmente, si continua a parlare di “reintroduzione del lupo” perché tante persone non riescono a capacitarsi del fatto che i giovani lupi percorrono centinaia e centinaia di chilometri alla ricerca di un territorio libero da occupare e di un esemplare del sesso opposto con cui metter su famiglia.

In questo i lupi sono agevolati dal fatto che in Italia vastissimi spazi, soprattutto in montagna e in collina, non ospitano più capillari attività umane. Dove c’erano campi e pascoli, ora ci sono incolti e boscaglie. Soprattutto, ci sono cinghiali e altre prede.

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