Domani è un giorno importante per salvare le ultime dieci vaquita

vaquita

28 agosto – Aggiornamento – Unico risultato: il Messico ha promesso di fare tutto il possibile per salvare le ultime dieci vaquita e di presentare ogni sei mesi un rapporto sulla situazione

Domani, martedì 20 agosto, è un giorno importante per salvare la vaquita, nota anche come focena. E’ un piccolo cetaceo del Golfo di California di cui restano solo dieci esemplari.  Erano 567 appena vent’anni fa. Fra tutti i mammiferi marini, la vaquita è quello che più rischia di scomparire dalla faccia della Terra.

Il problema principale della vaquita si chiama totoaba, “la cocaina acquatica”. I cinesi vanno pazzi per questo grosso pesce, anch’esso in grave pericolo di estinzione ed endemico del Golfo di California. Lo ritengono una squisitezza e gli attribuiscono virtù terapeutiche ed afrodisiache. Sono disposti a pagare cifre folli per la sua vescica natatoria. Il commercio del totoaba è vietato ma fiorentissimo. Le vaquita non hanno valore commerciale e non sono in sé oggetto di pesca, ma hanno la stessa taglia del totoaba. Quindi continuano a  finire anch’esse nelle reti dei pescatori di frodo.

Dal Golfo di California arrivano racconti drammatici: i trafficanti cinesi e messicani di totoaba hanno il pieno controllo del territorio, dappertutto ci sono reti illegali. I pescatori onesti che rispettano i divieti non possono che starsene con le mani in mano mentre i pescatori di frodo si arricchiscono.

Di vaquita e totoaba si parlerà domani, martedì 20 agosto, alla XVIII Conferenza delle Parti del CITES, la convenzione internazionale che regolamenta il commercio di fauna e flora selvatica minacciata di estinzione. Qui l’agenda dei lavori: si tratta di limare le regole relative alla compravendita di animali e piante, o di loro parti, per proteggerli dal rischio di estinzione. Fra le varie proposte in discussione c’è anche quella di dichiarare specie protetta il mammut, il “cugino” peloso degli elefanti estinto da millenni, per evitare che il libero commercio di avorio di mammut serva da paravento per i traffici clandestini di avorio d’elefante.

Vaquita e totoaba figurano già nell’Allegato I del CITES, cioè nell’elenco delle specie di cui è vietato il commercio. Dunque è all’ordine del giorno una reprimenda al Messico e alla Cina preparata dal segretariato del CITES. Il documento chiede il rispetto degli accordi già sottoscritti per impedire la pesca clandestina di totoaba e per rimuovere le reti illegali nell’area in cui vivono le vaquita.

Potrà mai bastare? Varie organizzazioni internazionali che si occupano di fauna chiedono al CITES di attuare sanzioni contro il Messico se non stroncherà davvero la pesca del totoaba. Affermano che la Conferenza delle Parti del CITES è l’ultima occasione per salvare la vaquita: altrimenti fra tre anni, quando si svolgerà la prossima Conferenza, non ci sarà più nulla da dire né da poter fare.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *