Stati Uniti, appello delle autorità: “Non sparate all’uragano Dorian”

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Le autorità statunitensi hanno esortato la popolazione a non sparare all’uragano Dorian, che sta abbattendosi sulle Bahamas con venti a 290 chilometri all’ora. La notizia ne completa degnamente un’altra che ha fatto il giro del mondo: il presidente USA, Donald Trump, ha proposto di risolvere il problema sganciando una bomba atomica nell’occhio di ogni uragano in formazione.

L’esortazione a non sparare all’uragano Dorian è arrivata dall’account Twitter del numero di emergenza nazionale 911 (l’equivalente del nostro 113) quando esso sembrava diretto verso la Florida.


Il 911 ha dovuto chiarire che il vento avrebbe sollevato in alto i proiettili e che poi essi sarebbero caduti a terra. D’altro canto il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia federale che si occupa fra l’altro di meteorologia) ha sentito la necessità di spiegare sul suo sito internet che sganciare un’atomica su un uragano in formazione non è una buona idea: si verificherebbe sicuramente un fallout radioattivo e non ci sarebbe nessuna certezza di cambiare il percorso dell’uragano stesso.

L’idea di sparare agli uragani, o di farli oggetto di un bombardamento nucleare, ha cominciato a serpeggiare negli Stati Uniti ben prima che Trump la rinverdisse. Può essere intesa come un simbolo dell’incapacità di comprendere la natura ed i suoi fenomeni e di intrattenere con essi un rapporto sano e saggio.

Anche un paio di anni fa lo sceriffo della contea di Pasco, sempre in Florida, si era sentito in dovere di avvertire che non era per niente saggio sparare all’uragano Irma e di specificare che i colpi di arma da fuoco non gli avrebbero fatto cambiare traiettoria. Aveva usato la stessa immagine ora rispolverata dall’account Twitter del 911 per mostrare che i proiettili sarebbero tornati a terra.

 

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