Rifiuti sulle spiagge, i più comuni sono imballaggi per cibo e bevande

rifiuti sulle spiagge

I rifiuti sulle spiagge sono perlopiù imballaggi di plastica per il cibo o oggetti di plastica legati al cibo e alle bevande. Ocean Conservancy  ha catalogato l’immondizia raccolta durante l’ultima operazione planetaria di pulizia International Coastal Cleanup e ieri ha pubblicato i risultati.

Tutti i 10 tipi di rifiuti più raccolti sono di plastica; gli imballaggi alimentari, le cannucce e le posate usa e getta fanno la parte del leone.

I dati si riferiscono all’International Coastal Cleanup del 2018, durante il quale in Italia 236 volontari hanno raccolto 2,6 tonnellate di rifiuti. Quest’anno l’operazione si svolgerà il 21 settembre.

In tutto il mondo i partecipanti all’edizione 2018 sono stati oltre un milione. Hanno agito in 122 Paesi ed hanno raccolto circa 10,6 milioni di tonnellate di rifiuti: in tutto, circa 97 milioni di – diciamo – reperti. I più comuni sono stati i mozziconi si sigaretta, che contengono anch’essi plastica: circa 5,7 milioni di esemplari.

Dopo i mozziconi di sigaretta, nella classifica dei rifiuti sulle spiagge vengono gli involucri per il cibo (3,7 milioni), le cannucce e i bastoncini per mescolare le bibite (3,6 milioni), le posate usa e getta (1,9 milioni), le bottiglie di plastica per bibite (1,7 milioni) e i tappi in plastica per bottiglie (1,3 milioni).

Solo a questo punto della classifica compaiono oggetti in plastica non legati a cibo e bevande: borse di plastica per la spesa (900.000) e sacchetti in plastica di altro tipo (di nuovo 900.000). Ce n’era a sufficienza, secondo i calcoli di Ocean Conservancy, per confezionare oltre un milione di mantelli tipo Superman.

La classifica dei 10 tipi di rifiuti più frequenti sulle spiagge si  chiude con i coperchi in plastica per barattoli (700.000) e con altri oggetti legati a cibo e bevande: 600.000 fra piatti e bicchieri di plastica.

Merita una citazione anche la grande quantità di rifiuti di piccole dimensioni raccolti durante l “International Coastal Cleanup”: 47 milioni di pezzettini di plastica con dimensioni inferiori a 2,5 centimetri e 21 milioni di frammenti di polistirolo. Si tratta di materiali pronti a diventare microplastica grazie a qualche frammentazione ulteriore.

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