Quest’anno la produzione di cereali non basterà per sfamare il mondo

produzione di cereali

Per la seconda volta consecutiva, quest’anno la produzione di cereali non basterà per sfamare il mondo. Bisognerà di nuovo attingere dalle riserve. Lo prevede la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, nel suo ultimo rapporto “Fao Cereal supply and demand brief” che porta la data di giovedì 5 settembre.

Nei mesi scorsi, il caos climatico ha messo in pericolo fra l’altro il mais negli Stati Uniti e il riso in Asia. Però ultimamente le prospettive sono migliorate in modo significativo, dice in sostanza la FAO: nel 2019-20, la produzione mondiale di cereali dovrebbe attestarsi su 2.708 milioni di tonnellate, superando così del 2,1% quella dei 2018. Tuttavia ci si attende che il mondo abbia bisogno di 2.715 milioni di tonnellate di cereali, l’1,4% in più che nel 2018-19.

E così alla fine dei conti e dell’annata agraria le riserve di cereali si saranno prevedibilmente assottigliate di un ulteriore 1,8%.

produzione di cereali

Insieme al rapporto, la FAO ha pubblicato il grafico qui accanto. La linea color arancio mostra la produzione mondiale di cereali, quella gialla tratteggiata il loro consumo. Le barre grige rappresentano le riserve.

La differenza fra consumo e produzione attesa di cereali quest’anno è modesta, a onor del vero. Nell’ultimo decennio si è già verificata la riduzione (seppur lieve) delle scorte di cereali e il mondo ha già usato un po’ più cereali di quanti fosse riuscito a produrne.

Tuttavia le previsioni FAO tratteggiano una situazione che – in base al grafico – non ha precedenti: per il secondo anno consecutivo ci si attende che il fabbisogno sia superiore alla produzione e che le scorte si riducano. Insomma: comincia a sembrare una tendenza, non un episodio isolato.

Inoltre, sempre secondo le previsioni, per il secondo anno consecutivo le scorte mondiali di cereali dovrebbero risultare inferiori al consumo annuale. E’ un fenomeno che negli ultimi dieci anni non si è mai manifestato fino al 2018.

 

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