Nel 75% dei contenitori in plastica ci sono sostanze nocive

contenitori in plastica

Nel 75% degli oggetti  e dei contenitori in plastica di uso quotidiano (quelli per alimenti compresi) sono presenti 260 sostanze chimiche nocive, fra cui sostanze tossiche per le cellule o che danneggiano il sistema endocrino. Nei prodotti in plastica di uso quotidiano sono presenti anche oltre mille sostanze chimiche sconosciute o di impossibile identificazione. Di conseguenza non si possono definire i loro effetti sulla salute e sull’ambiente.

Sono appena usciti sulla rivista scientifica Environmental Science & Technology i risultati di uno studio – unico, pare, nel suo genere – che esamina la composizione chimica e la tossicità di 34 prodotti e contenitori in plastica di uso quotidiano attraverso esami di laboratorio e test in vitro, cioè su colture di cellule vive.

I ricercatori hanno preso in esame bottiglie per bibite, flaconi per shampoo, vasetti dello yogurt eccetera realizzati con otto diversi tipi di plastica e bioplastica. Anche quest’ultima, per inciso, è risultata problematica.

E’ di libero accesso soltanto l’abstract dello studio. Alcune informazioni in più sono sul comunicato stampa della Goethe University Frankfurt, che ha guidato la ricerca.

Il processo per ricavare la plastica a partire dal petrolio contempla l’aggiunta di additivi. Durante il suo svolgimento si formano numerosi sottoprodotti.  Sono ben studiati soltanto gli effetti di poche sostanze chimiche dannose alla salute umana presenti nella plastica, come il bisfenolo A. Gli impatti delle altre, e del cocktail complessivo, rimangono ignoti.

La questione ci riguarda per così dire dall’interno, dal momento che nelle feci umane c’è microplastica, proveniente – si sospetta – anche dagli imballaggi dei cibi. Sono microplastica le particelle di plastica di dimensioni inferiori al millimetro.

Le sostanze chimiche nocive non sono risultate presenti in un quarto dei prodotti in plastica esaminati: compresi alcuni contenitori per alimenti. Tuttavia i fabbricanti non sono tenuti a dichiarare se nella plastica ci sono – o non ci sono – sostanze dannose. Quindi al momento di fare la spesa non siamo in condizione di scegliere.

In linea generale, i ricercatori hanno constatato che gli oggetti di polivinilcloruro (PVC) e poliuretano (PUR) contengono un’elevata quantità di sostanze chimiche con effetti più allarmanti rispetto, per esempio, al polietilene tereftalato (PET). Sempre in linea generale, è emersa la presenza di sostanze tossiche in tutti i prodotti a base di acido polilattico (PLA, una comune bioplastica) presi in esame. 

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