Mega-fusione dell’Artico. Mai così poco ghiaccio come negli ultimi 13 anni

ghiacci artici

La fusione dell’Artico dovrebbe essere giunta al termine per il 2019. Quest’anno i ghiacci hanno raggiunto la seconda estensione più ridotta mai registrata negli ultimi 40 anni, ossia da quando si effettuano le misurazioni satellitari. Soprattutto, nell’Artico non c’è mai stato così poco ghiaccio come durante tutti gli ultimi 13 anni. Dal 2007 al 2019 compresi, alla fine dell’estate i ghiacci artici hanno toccato le 13 estensioni più ridotte mai misurate dai satelliti.

Sono questi, in estrema sintesi, i dati resi pubblici ieri dal NSIDC, l’istituzione scientifica statunitense che si occupa dei ghiacci. La fusione dell’Artico non riguarda solo gli orsi polari e i trichechi, ma tutti noi: l’Artico regola il clima planetario. E’ il nostro refrigeratore. E funziona male.

Il caldo anomalo di quest’estate, nei mesi scorsi, ha reso lecito il sospetto che il 2019 battesse il record di fusione: ma non è avvenuto, e questa è la buona notizia. La cattiva notizia è il trend che si è ormai consolidato: i ghiacci artici si squagliano come un gelato sotto il solleone.

Lo riassume l’immagine qui sotto, ricavata dal database dell’Istituto Nazionale delle Ricerche Polari del Giappone. Mostra l’andamento medio dei ghiacci artici, da gennaio a dicembre, nel più recente passato. Dall’alto al basso, le righe del grafico si riferiscono all’estensione media nei decenni che corrispondono agli Anni 80, Anni 90, Anni 2000 e Anni 2010. L’ultima riga in basso, quella rossa, riflette il 2019.

ghiacci artici

L’estensione dei ghiacci artici cui si riferiscono sia il NSIDC sia l’Istituto Nazionale del Giappone si riferisce all’area in cui la concentrazione del ghiaccio raggiunge almeno il 15%. L’estensione dei ghiacci non comprende solo la solida banchisa, ma anche una quantità variabile di zone che somigliano a una granita.

Il grafico qui sotto, creato attraverso il database del NSIDC, evidenzia invece come l’estensione minima dei ghiacci raggiunta al culmine dell’estate 2019 (riga blu) sia la seconda più bassa mai registrata dopo quella del 2012 (riga rossa), che rappresenta il record negativo finora imbattuto. Mostrano anche come l’estensione minima 2019 sia molto vicina ai precedenti record negativi raggiunti nel 2016 (riga marrone) e nel 2007 (riga gialla) e come sia lontana dall’estensione media dell’intero periodo 1981-2010 (aree grige).

ghiacci artici al minimo

 

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