Inquinare e non pagare. Carburante per navi, un regalo UE agli armatori

carburante per navi esentasse

Non solo il carburante esentasse per i voli internazionali degli aerei. Un altro sporco paradiso fiscale UE è quello del carburante per navi, che non viene tassato. Fanno eccezione solo le imbarcazioni da diporto.

Gli armatori ricevono dall’UE sussidi per 24 miliardi di euro all’anno. O meglio, oltre 24 miliardi di euro entrerebbero ogni anno nelle casse pubbliche se anche le imbarcazioni commerciali pagassero le tasse sui carburanti. Del resto, il comune mortale paga le tasse quando va a fare il pieno con l’auto. In particolare, per l’Italia l’introito sarebbe pari ad oltre un miliardo di euro.

Eppure il  traffico navale nell’UE emette 140 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. E’ un contributo alla crisi climatica superiore a quello delle economie nazionali dei 20 Stati UE più piccoli. Si prevede inoltre che le emissioni del settore crescano di ulteriori 33 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Dati e cifre vengono da Transport Environment, un’organizzazione che si batte per i trasporti puliti nell’Unione Europea: rapporto completo e riassunto.

Tutto nasce dalla direttiva 2003/96, tuttora in vigore. All’articolo 14 prevede l’esenzione dalle tasse, fra l’altro, per  il carburante destinato alla “navigazione nelle acque comunitarie”, compresa la pesca. E’ tassato solo il carburante per le imbarcazioni da diporto.

Transport Environment ha stimato in oltre 24 miliardi il mancato introito per il carburante marittimo esentasse prendendo come punto di riferimento la tassazione del carburante per autocarri. Anche le imbarcazioni trasportano beni e merci, e le emissioni di anidride carbonica del diesel per gli autocarri sono le medesime del carburante per le imbarcazioni. L’infografica riassume il mancato incasso di ogni Stato UE.

carburante per navi paradiso fiscale ue

Le bizantine regole dell’Unione Europea prevedono che le decisioni relative alla fiscalità debbano essere approvate nell’identica forma dal Parlamento Europeo a maggioranza semplice e all’unanimità dal Consiglio UE, che rappresenta la “voce” dei governi degli Stati membri. L’unanimità non è facile da raggiungere: così il carburante per navi e aerei è esentasse da molti anni e tale potrebbe rimanere ancora molto a lungo.

Per aggirare il problema, Transport Environment propone di inserire il carburante navale nel sistema UE ETS, che regola lo scambio delle quote di emissione di anidride carbonica. Si genererebbero introiti fiscali per almeno 3,6 miliardi di euro all’anno e le ripercussioni sui prezzi al dettaglio, dice Transport Environment, sarebbero praticamente inavvertibili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *