Insostenibile pesca del tonno, catture più che decuplicate dal 1950

pesca del tonno

Negli ultimi 60-70 anni la pesca del tonno – il pesce forse più popolare – è cresciuta di oltre il 1000%. Significa che le catture si sono moltiplicate per dieci e più.

Ancora nel 1955 le navi per la pesca del tonno percorrevano solo tratti relativamente limitati di mari ed oceani. Ora tutte le popolazioni di tonno sono sfruttate o sovrasfruttate e la pesca industriale setaccia tutti i luoghi dove i tonni sono presenti. Nel 1950 in tutto il mondo si sono portati a riva tonni per 450.000 tonnellate. Recentemente il bottino annuale è salito a 5,6 milioni di tonnellate.

Sarà possibile continuare così? No, o meglio: per proseguire la pesca del tonno è necessaria una gestione globale e sostenibile sul lungo periodo delle flotte da pesca e degli ecosistemi. E’ la risposta dello studio appena pubblicato su Fischeries Research che per la prima volta quantifica le catture fino al 2016.

Tuttavia, per giungere ad una gestione globale sostenibile della pesca del tonno sarebbe necessario mettere d’accordo un centinaio di Paesi e le cinque organizzazioni che coordinano la pesca del tonno nei mari di tutti il mondo. Mica bruscolini…

Secondo i ricercatori, rischiamo in sostanza di finire il tonno. Sparirebbe un fiorente settore economico, andrebbe perso un anello importantissimo delle catene alimentari e degli equilibri ecologici nei mari. Gli autori della ricerca fanno capo a Sea Around Us, un’iniziativa dell’Università della Colombia Britannica, il cui sito internet offre un riassunto della situazione.

I ricercatori hanno appurato che l’oceano Pacifico fornisce il 67% delle catture complessive di tonno, effettuate perlopiù da pescherecci giapponesi e statunitensi. Seguono a pari merito con il 12% l’oceano Indiano (sono attive soprattutto di navi di Taiwan, Spagna, Indonesia e Francia) e l’oceano Atlantico, dove operano principalmente vascelli spagnoli e francesi. Ad essi si sono recentemente aggiunti vascelli giapponesi e coreani che battono bandiera del Ghana.

In tutto il periodo preso in esame dallo studio, il Mediterraneo ha fornito solo il 2% delle catture. Nei primi Anni 50 si pescavano circa 21.000 tonnellate di tonno all’anno, salite a 100.000 nel 2016.

A livello globale, le specie più catturare sono il tonnetto striato e il tonno pinna gialla: complessivamente, ora se ne catturano circa 4 milioni di tonnellate all’anno. Le catture di tonno rosso – quello dell’Atlantico e del Mediterraneo, prediletto dai giapponesi per sushi – sono sensibilmente diminuite dalla metà del Novecento ed ora questa specie è minacciata di estinzione.

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