Ha il segno del collare il lupo del Salento che aggredisce le persone

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AGGIORNAMENTO – Il 14 luglio i Carabinieri Forestali hanno catturato il lupo del Salento per trasferirlo al Centro Tutela Fauna Monte Adone. Qui esiste un’area adatta alla sua permanenza in cattività. Il lupo avrà anche la possibilità di interagire con i suoi simili

Il lupo del Salento ha il segno del collare. Lo evidenziano i fotogrammi estratti dai video che seguono e che illustrano le sue sconcertanti abitudini, amichevole e proprio per questo pericolose.

L’animale si comporta come un cane ex di casa diventato randagio: risponde ai fischi,  rincorre la pallina, sembra perfino che faccia “l’inchino” a chi lo riprende col cellulare… Ma, no, tutto questo non rinnova la magia del lupo di Gubbio ammansito da San Francesco e diventato amico degli uomini. Il lupo del Salento ha strappato i vestiti a una bambina e aggredito una donna. E’ un bel guaio.

Da più di un secolo i lupi non aveano più aggredito nessuno, in Italia. Gli esemplari che stanno ripopolando gli Appennini e le Alpi discendono dai pochi sopravvissuti a secoli di metodico, accurato sterminio e hanno paura dell’uomo. Fuggono a zampe levate. Mai si sognerebbero di emulare le gesta del lupo del Salento, che non ha paura dell’uomo. Non fugge, e non solo: i video suggeriscono che addirittura cerchi la compagnia umana. Proprio di qui nasce il pericolo.

Il comportamento e il segno del collare mostrano che il lupo del Salento è stato allevato da qualcuno: ed è un reato tenere un animale selvatico, a meno che non siano le autorità ad affidarlo a un privato. Magari chi l’ha preso con sé aveva buone intenzioni ingenue e pasticcione: un cucciolo trovato ferito o in fin di vita che altrimenti sarebbe certamente morto. Magari invece un lupo addomesticato gli sembrava uno status symbol  più potente di un semplice cagnolino.

Poi il lupo è fuggito, o è stato liberato quando è cresciuto ed è diventato difficile da gestire. E sono cominciati i guai: per lui e per gli umani.

E’ evidente che il lupo non può restare dov’è: dato che non teme le persone, rappresenta un pericolo potenziale.  Né può essere riportato in una famiglia umana: è appunto un lupo, e  non un cane che invece è il frutto di plurimillenarie selezioni e plurimillenario adattamento alla vita accanto agli uomini.

Uccidere il lupo del Salento sarebbe barbaro e disumano. Però non può neanche trascorrere il resto della sua vita in gabbia: sarebbe altrettanto barbaro e disumano perché i lupi hanno bisogno di correre e soffrono molto se rinchiusi.

La soluzione migliore potrebbe essere un recinto di diversi ettari: magari uno che già accoglie lupi non in grado, per i motivi più vari, di essere messi in libertà, come quello di Entracque (Cuneo).

I tre video seguenti, anche se girati col cellulare e di qualità non esattamente eccelsa, sono sufficienti a mostrare due cose. Primo, che il lupo del salento è proprio un lupo: e non un cane. Secondo, che ha il segno del collare e comportamenti “canini”.

 

 

 

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