Yemen, petroliera FSO Safer abbandonata e rischio di marea nera

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Il Consiglio di sicurezza dell’ONU discuterà mercoledì un caso che da anni si trascina nel Mar Rosso e che ha quattro spinosi ingredienti: guerra civile, Yemen, petroliera FSO Safer abbandonata da anni in mare con a bordo 1,1 milione di barili di greggio e con tubi che si stanno rompendo (foto), conseguente rischio di imponente marea nera.

La petroliera FSO Safer può sfasciarsi da un momento all’altro. Povertà, conflitto, pandemia renderebbero ancora più difficili le operazioni per contrastare la fuoriuscita del greggio.

Sulla FSO Safer, vecchia di 45 anni,  ci sono circa 175 milioni di litri di greggio. Grossomodo, il quadruplo del  petrolio versato in mare dalla Exxon Valdez nel 1989: una catastrofe ambientale rimasta nella storia.

Dallo scoppio della guerra civile, nel 2015, la petroliera FSO Safer è ancorata al largo del porto di Hodeida. Controllano il porto i ribelli Houthi, sciiti e sostenuti dall’Iran.

Il governo yemenita riconosciuto dall’ONU gode invece dell’appoggio di Arabia Saudita e Stati Uniti. Governo e ribelli si accusano reciprocamente da tempo della mancata soluzione del problema rappresentato dalla petroliera abbandonata. I ribelli chiedono che il valore del petrolio contenuto nella FSO Safer serva per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici houthi, mentre secondo il governo deve essere speso per la salute e per progetti umanitari,.

Circa un anno fa, la società di consulenza assicurativa I.R. Consilium ha ispezionato la petroliera abbandonata FSO Safer. Le foto scattate a bordo in quell’occasione mostrano ruggine, apparecchiature corrose, rivoletti di petrolio.

Nel maggio di quest’anno la situazione è ulteriormente peggiorata a causa dello scoppio di un tubo di raffreddamento. L’acqua è arrivata in sala macchine. Una compagnia petrolifera parzialmente controllata dagli Houthi ha mandato operai a riparare il tubo per evitare il peggio.

 

 

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