Assorbite dalle radici. Microplastiche nei vegetali che mangiamo

microplastiche nei vegetali che mangiamo

Microplastiche nei vegetali che arrivano sulla nostra tavola. Microplastiche nel cibo. Uno studio pubblicato oggi su Nature (solo l’abstract è a libero accesso) mostra come le piante di grano e di lattuga assorbono particelle di microplastiche con dimensioni che arrivano a due micrometri (due micron).

Il saggio su Nature spiega come avviene un fenomeno descritto per la prima volta poche settimane fa su Environmental Research da scienziati italiani: la presenza di microplastiche in frutta e verdura.

Su Environmental Research, i ricercatori hanno analizzato pere, mele, lattuga, broccoli, patate acquistate  a Catania. Tutti i campioni di frutta e di verdura contenevano particelle di plastica con dimensioni comprese fra 1,51 e 2,52 micrometri. Decine di migliaia, centinaia di migliaia di particelle di plastica in ogni campione.

Le microplastiche derivano principalmente da degradazione di oggetti di plastica più grandi, usura degli pneumatici durante la guida, lavaggio di abiti sintetici. Alcune microplastiche sono intenzionalmente aggiunte ai detergenti.

Finora l’attenzione dei ricercatori si era concentrata solo sull’ingresso nelle catene alimentari delle microplastiche disperse nei mari. Si sa che le microplastiche contaminano sale, pesce, molluschi presenti sulle nostre tavole. E’ noto anche l’inquinamento interiore, ovvero la presenza di mircoplastiche nelle feci umane.

Le microplastiche nei vegetali che consumiamo tutti i giorni aprono nuovi scenari. Gli animali da carne, da uova e da latte si cibano di vegetali: è dunque verosimile – anche se non dimostrato – che le microplastiche si trovino nei loro corpi. Di conseguenza perfino una bistecca, una frittata, un bicchiere di latte potrebbero contribuire all’ingresso delle microplastiche nel nostro organismo.

L’impatto delle microplastiche hanno sulla salute non è completamente noto. Si sa comunque che gli effetti della presenza di microplastiche all’interno del corpo umano sono potenzialmente negativi, dal momento che esse assorbono e rilasciano sostanze chimiche e composti inquinanti

 

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