Guai seri per il clima. Aumentano le emissioni di metano nell’atmosfera

aumentano le emissioni di metano in atmosfera

Le emissioni di metano nell’atmosfera continuano ad aumentare a causa delle attività umane, e la responsabilità è in buona parte dell’allevamento del bestiame. I conti aggiornati fino al 2017  sono in due saggi pubblicati oggi sulle riviste scientifiche Earth System Science Data e Environmental Research Letters: nel decennio 2007-2017 le emissioni di metano sono aumentate del 9% rispetto al decennio precedente.

Il metano è un potente gas serra. Nei primi vent’anni dopo l’emissione, il suo effetto per il riscaldamento dell’atmosfera è 80 volte superiore all’anidride carbonica, il gas serra di cui più spesso si parla.

A metà Ottocento la concentrazione di metano nell’atmosfera era pari a 722 parti per milione. Secondo il NOAA statunitense, nel 2017 – l’ultimo anno preso in considerazione dai due saggi – la concentrazione di metano nell’atmosfera non arrivava a 1850 parti per milione mentre ora siamo quasi a 1880 parti per milione.

Nel 2017, l’atmosfera ha assorbito 600 milioni di tonnellate di metano. Oltre la metà deriva da attività umane: soprattutto allevamento del bestiame, estrazione e gestione dei combustibili fossili e, in minor misura, discariche. Le principali fonti naturali di metano: incendi, decomposizione di materiale organico, paludi, scongelamento del permafrost.

In tutto il mondo ci sono circa 1,4 miliardi di bovini. Gli scienziati ritengono che i loro rutti e il letame siano la principale causa delle emissioni di metano dovute alle attività umane. Seguono i combustibili fossili. Il metano entra nell’atmosfera durante la loro estrazione e a causa delle perdite della rete di trasporto e distribuzione del gas naturale.

Queste, almeno, le conclusioni degli studi pubblicati oggi. Tuttavia altre ricerche attribuiscono un terzo di tutte le emissioni di metano (naturali o dovute alle attività umane che esse siano) al solo uso della tecnica del fracking per estrarre il gas naturale.

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