Locuste, una piaga del 2020. Ora anche in Cina e America Latina

locuste piaga del 2020

L’elenco dei luoghi colpiti o  minacciati dalle invasioni di locuste che distruggono i raccolti nelle ultime settimane è diventato lunghissimo. Non comprende più solo Paesi dell’Africa  ma anche dell’Asia (addirittura la Cina) e dell’America Latina. L’assalto delle locuste ai campi della Sardegna, per quanto grave, scompare di fronte alle proporzioni planetarie del problema.

Le locuste, una piaga di questo 2020, si sono manifestate in gennaio e febbraio nel Corno d’Africa: la peggior devastazione degli ultimi 70 anni, 20 milioni di persone rischiano la carestia a causa dei raccolti andati perduti in Etiopia, Somalia, Kenya.

Qui sotto c’è la mappa FAO del disastro aggiornata al 13 luglio: in Africa, gli insetti sono ora arrivati in Sudan e Uganda; minacciati il Sud Sudan e l’Eritrea. In Asia, sono in Arabia Saudita, Yemen (che, piagato dalla guerra,  chiede l’aiuto internazionale), Pakistan, India, Nepal. Inoltre l’invasione minaccia più o meno seriamente anche Iran, Afghanistan, Oman.

mappa delle invasioni di locuste aggiornata al luglio 2020

Tutti questi danni sono causati dalla Schistocerca gregaria, nota anche come locusta del deserto: la più famosa delle locuste. Sempre secondo gli aggiornamenti FAO, c’è la possibilità che l’invasione si estenda a Ciad, Niger, Mali e Mauritania, ed è bene vigilare sull’eventualità del pericolo in Burkina Faso, Niger e Senegal.

Arrivate anche in Cina

Negli ultimi giorni le locuste di un’altra specie, la Ceracris kiangsu,  hanno cominciato a devastare i campi della Cina sud occidentale. I media locali mostrano le generose irrorazioni di pesticidi, anche attraverso l’uso di droni, con cui si cerca di arginare il flagello.

Stormi in Messico e America Centrale; minacciati Brasile e Argentina

Contemporaneamente sciami di una terza specie di locuste, la Schistocerca piceifrons, si sono formati in diverse aree dell’America centrale (in Belize, ad El Salvador e in Guatemala) e minacciano il Messico.

La FAO ha messo in allerta la settimana scorsa anche Argentina, Brasile e Uruguay, dove le locuste hanno fatto danni di portata locale. Ora quella parte del mondo è inverno, ma la stagione si annuncia mite e asciutta: dunque favorevole alla loro moltiplicazione. C’è la possibilità che distruggano parti significative dei raccolti durante la prossima stagione calda.

Le locuste sono cavallette che, quando le condizioni climatiche sono favorevoli, passano dalla vita solitaria ad abitudini gregarie e molto mobili. Si spostano in enormi sciami che comprendono milioni e milioni di individui. Mangiano vegetali, compresi quelli che servono all’uomo: riso, orzo, mais, canna da zucchero… Un grosso stormo consuma in un giorno una quantità di cibo sufficiente per 35.000 persone.

Ovviamente se le locuste divorano ciò che cresce nei campi, non resta più da mangiare per gli uomini. Il problema si sovrappone a quelli causati dal Covid-19.  Secondo la FAO, gli effetti della pandemia aggravano i precedenti fattori della scarsità di cibo, e su 27 Paesi  la crisi alimentare incombe già solo per questo motivo. Senza contare le locuste.

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