La seconda fuga di M49. Come (non) si tiene un orso in cattività

orso m49 caratteristiche de recinto del casteller

AGGIORNAMENTO – Dopo aver ispezionato il Casteller, in serata l’ISPRA ha diffuso un comunicato stampa in cui conferma che i tondini verticali della recinzione non erano infissi nel terreno e che questo “presumibilmente ha contribuito” a rendere meno difficoltosa la fuga di M49

La seconda fuga dell’orso M49 dal recinto del Casteller genera una domanda: quel recinto è forse un colabrodo? Il presidente della Provincia di Trento, Fugatti, sostiene che la recinzione “era stata messa in condizioni di massima sicurezza”. Più che nelle sue parole, la risposta tuttavia va cercata nel confronto fra il recinto in cui era rinchiuso M49  gli standard relativi agli spazi per gli orsi tenuti in cattività.

L’orso M49, detto anche Papillon per la sua capacità di evasione, ha combinato varie malefatte e ha causato danni, anche gravi, che tuttavia sono risarcibili. Non ha mai fatto del male a nessuno.

Catturato la prima volta nel luglio 2019 e portato nel recinto del centro faunistico Casteller, ne è uscito nel giro di poche ore, superando recinti elettrificati. Nuovamente catturato e portato al Casteller nell’aprile 2020, è riuscito a fuggire per la seconda volta nella notte fra il 26 e il 27 luglio. Nel frattempo i veterinari avevano provveduto alla castrazione chimica e alla somministrazione di sedativi.

Dal 2011 è rinchiusa al Casteller l’orsa MJ3, anch’essa “rea” di aver causato danni economici senza avere mai aggredito nessuno. A quanto se ne sa, l’orsa non ha mai tentato di scappare. Forse però potrebbe riuscirci anche lei.

Il recinto dell’orso M49 e le caratteristiche dei recinti per gli orsi

La foto qui sotto, diffusa dall’ufficio stampa della Provincia dopo la seconda fuga di M49, mostra i tondini di ferro della recinzione più esterna. M49 li ha spostati e piegati, creando un pertugio nel quale è riuscito ad infilare tutti i suoi 170 chili.

le caratteristiche del recinto dell'orso m49 papillon

Si nota chiaramente che i tondini verticali di ferro sono solo appoggiati sul sottostante zoccolo di cemento, e non conficcati all’interno del cemento stesso.

La Global Federation of Animal Santuaries, che si occupa del comfort degli animali rinchiusi in santuari, centri di riabilitazione e centri di salvataggio, raccomanda ben altra cosa:  i pali di sostegno dei recinti per orsi vanno solidamente conficcati all’interno del terreno. La Global Federation raccomanda l’impiego di rete metallica rigida. Le foto del Casteller mostrano tondini disposti in orizzontale e in verticale e uniti da punti di saldatura..

L’orso M49 ha scardinato la recinzione più esterna dopo aver superato recinzioni elettrificate. Il comunicato stampa della Provincia di Trento relativo alla prima evasione (quella del 2019) spiega che le recinzioni del Casteller  “hanno una portata dai 6 agli 8000 volt”. Secondo la Global Federation, gli alimentatori delle recinzioni elettriche per orsi devono invece essere più potenti ed emettere almeno 9.000 volt.

I segnali inviati dal radiocollare indicano che M49 si è rifugiato in una zona poco accessibile della Marzola, la montagna che sovrasta Trento e il Casteller, attorno alla quale i forestali sono appostati per catturarlo nuovamente.

A noi invece piace pensarlo ora e sempre libero, come nel video girato in aprile mentre si rotola felice nella neve

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