“L’orso ha scavato per giorni”. Fuga di M49, le parole di Costa sono gravi

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AGGIORNAMENTO – Il 21 agosto M49 si è liberato anche del radiocollare

L’orso M49, che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa preferisce chiamare Papillon per la sua comprovata capacità di evasione, ha scavato “per giorni” prima di riuscire a divellere la recinzione esterna del Casteller (foto) in cui era rinchiuso.

Lo ha scritto sul suo account Facebook lo stesso ministro Costa. Le deduzioni che se ne possono trarre sono gravi: “per giorni” al Casteller M49 è stato lasciato completamente a se stesso. Nessuno ha controllato se stava bene e se mangiava.

La recinzione esterna che l’orso è riuscito a forzare, infatti, si trova al di là dei recinti elettrificati entro i quali si supponeva che egli rimanesse. Cibo e acqua dunque non potevano che venirgli serviti all’interno dei recinti elettrificati: non nello spazio fra i recinti elettrificati e la recinzione esterna. Non si sono accorti che “per giorni” M49 non ha toccato nulla?

E’ molto difficile pensare che M49 abbia scavalcato ripetutamente i recinti elettrificati. E’ molto difficile pensare che si sia auto-inflitto ripetutamente il forte dolore delle scosse per tornare a mangiare. A meno che, ovviamente, l’elettrificazione non fosse fuori uso.

Il comunicato stampa che l’ISPRA ha diffuso dopo aver ispezionato il recinto del Casteller afferma che per aprirsi un varco M49 ha cercato di rompere la recinzione esterna anche in altri due punti. Nessun cenno al lasso di tempo entro il quale i ripetuti tentativi di evasione sono avvenuti. Il comunicato stampa dell’ISPRA non dice che l’orso ha scavato “per giorni”.

Le parole del ministro Costa sull’orso M49-Papillon

Su Facebook invece il ministro Costa stasera ha perorato la causa di Papillon-M49, che il presidente della Provincia di Trento vuole di nuovo catturare e rinchiudere e che secondo lui merita di restare libero, e ha parlato chiaro:

L’orso Papillon non ha colpe. Per giorni ha scavato con gli artigli nel calcestruzzo per fuggire

La Global Federation of Animal Santuaries, che si occupa del comfort degli animali rinchiusi in santuari, centri di riabilitazione e centri di salvataggio, raccomanda di controllare quotidianamente se ogni orso mangia e appare in buona salute. Raccomanda anche di conficcare in profondità i pali delle recinzioni esterne. I tondini di ferro che costituiscono la recinzione esterna del Casteller sono invece solo appoggiati sul basamento. Questo ha contribuito a rendere meno difficoltosa l’evasione.

Il fatto che nessuno “per giorni” abbia controllato se l’orso M49 mangiava e stava bene mentre si trovava fra il recinto elettrico e la recinzione esterna è solo una deduzione. Nonostante le richieste, la Provincia Autonoma di Trento ha vietato le visite intenzionate a verificare dove e come esattamente fosse alloggiato l’animale.

All’ex assessore provinciale Dallapiccola risulta addirittura che, dopo la cattura avvenuta in aprile e fino a pochi giorni prima della fuga,  l’orso M49 sia stato tenuto per tre mesi in isolamento nel “bunker” del Casteller.

Il “bunker” è una sorta di box che secondo Google Maps misura un’ottantina di metri quadrati: come un’appartamento. Fino a questo momento non risultano smentite alle parole dell’ex assessore.

 

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