I ghiacciai della Groenlandia si ritirano e sono al punto di non ritorno

I ghiacciai della Groenlandia hanno superato il punto di non ritorno

I ghiacciai che coprono buona parte della Groenlandia hanno superato il punto di non ritorno. Da vent’anni a questa parte scaricano nell’oceano (foto) più ghiaccio di quanto se ne accumula in seguito alle nevicate invernali. Lo dice una ricerca pubblicata oggi su Nature Communications Earth and Environment.

Nel comunicato stampa che la accompagna, gli studiosi sottolineano che questo fenomeno è destinato a proseguire anche in assenza di un ulteriore riscaldamento, e perfino con un clima un po’ più fresco.

Gli studiosi hanno analizzato quarant’anni di foto satellitari relative a 200 grandi ghiacciai della Groenlandia che si scaricano nell’oceano. Hanno concluso che negli Anni 80 e 90 del secolo scorso ogni anno scaricavano in mare circa 450 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Tuttavia una quantità all’incirca uguale di ghiaccio si formava ogni anno in seguito alle nevicate invernali: per cui il bilancio oscillava costantemente attorno al pareggio.

Con il nuovo secolo lo scenario è cambiato. Le nevicate sono rimaste grossomodo costanti, e insieme ad esse la formazione del nuovo ghiaccio. Il ritmo con il quale i ghiacciai scaricano ghiaccio nell’oceano è però aumentato rapidamente nel 2000-2006, e da allora è rimasto grossomodo costante: 500 miliardi di tonnellate all’anno, che contribuiscono all’innalzamento del livello dei mari..

Significa che ogni anno i ghiacciai della Groenlandia rimpiccioliscono. Diventano meno spessi. Si indeboliscono e si ritirano: in media il fronte è arretrato di tre chilometri dal 1985. Un fenomeno  analogo, si può aggiungere, si verifica anche sulle Alpi.

Proprio l’indebolimento del fronte induce a ritenere che i ghiacciai continueranno a scaricare in mare al ritmo attuale anche in futuro, e anche a prescindere da una eventuale stabilizzazione delle temperature o addirittura da un clima lievemente più fresco.

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