Alaska, Trump, petrolio. Trivelle coi congelatori: altrimenti sprofondano

Alaska, Trump, petrolio: il paradosso della società petrolifera che userà i congelatori per evitare che le trivelle collassino nel permafrost che si scongela

Sta emergendo un paradosso nella vicenda che ha al centro Alaska, Trump, petrolio. Il presidente degli Stati Uniti favorisce in questi giorni la corsa alle trivellazioni per estrarre il petrolio custodito in Alaska sotto il permafrost che si scongela sempre più a causa dell’aumento delle temperature. D’estate il permafrost si rammollisce, cede, diventa acquitrino (foto). Tuttavia un suolo solido è indispensabile per evitare che le infrastrutture petrolifere collassino. Così una società petrolifera prevede di abbinare in Alaska l’impiego di trivelle e di mega-congelatori.

Le apparecchiature refrigeranti serviranno per abbassare ulteriormente la temperatura del suolo d’inverno. Renderanno più difficile lo scongelamento estivo. Si vuole così scongiurare l’eventualità che le infrastrutture petrolifere si sfascino perché prive di un adeguato supporto.

Il paradosso consiste nel fatto che il petrolio estratto con le trivelle abbinate alle apparecchiature refrigeranti è un combustibile fossile. L’impiego di combustibili fossili causa l’emissione in atmosfera dell’anidride carbonica, uno dei gas che provocano l’effetto serra e l’innalzamento delle temperature. L’innalzamento delle temperature a sua volta causa lo scongelamento del permafrost: e lo scongelamento del permafrost fa letteralmente mancare la terra sotto i piedi all’estrazione del petrolio, rendendo opportune le apparecchiature refrigeranti.

Questo capitolo della vicenda legata ad Alaska, Trump, petrolio ha per teatro un luogo non molto distante dall’Arctic National Wildlife Rifuge, dove il presidente autorizza le trivellazioni fra le polemiche. Si svolge nella cosiddetta North Slope, la regione quasi disabitata lungo la costa settentrionale dell’Alaska.

Qui la società ConocoPhillips chiede di estrarre 590 milioni di barili di petrolio almeno fino al 2050. Intende anche realizzare piattaforme petrolifere e altre infrastrutture come le strade. Le autorità sembrano inclini ad accendere il semaforo verde e a concedere il permesso. E la ConocoPhillips prevede appunto di utilizzare impianti di congelamento per garantirsi un suolo solido su cui effettuare le operazioni estrattive.

 

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