Agonia dei ghiacci artici, ora si naviga fino al Polo Nord

Ghiacci artici in agonia, la spedizione scientifica MOSAiC naviga senza ostacoli fino al Polo Nord

Prosegue l’agonia dei ghiacci artici. In questi giorni – mai successo prima – si può navigare fino al Polo Nord geografico senza praticamente incontrare ghiaccio compatto. Ci sono tratti di mare libero dal ghiaccio fino all’orizzonte alternati a ghiaccio sottile, pieno di buchi e facilmente attraversabile.

Lo testimoniano il comunicato stampa e le foto (sotto il titolo e nella fotogallery più in basso) della spedizione scientifica MOSAiC, che ha raggiunto mercoledì il Polo Nord geografico. L’immagine in alto immortala l’intero equipaggio nel momento in cui l’imbarcazione si trovava esattamente al Polo. I ghiacci artici – lo si vede chiaramente – perfino al Polo Nord ricordano il groviera.

La spedizione MOSAiC ha raggiunto il Polo Nord  sul rompighiaccio Polarstern, a bordo del quale si appresta a trascorrere l’inverno in prossimità del Polo stesso. Ma, come racconta il comunicato stampa, è stato facilissimo navigare fino a 88° di latitudine Nord.

L’imbarcazione ha solcato il mare a Nord della Groenlandia. E’ la zona che fino a pochissimo tempo fa conservava il ghiaccio più vecchio e più spesso. Ma ora è in gran parte fuso. Anche oltre gli 88°  di latitudine Nord, il ghiaccio era così poco compatto che il Polarstern è riuscito perlopiù a mantenere la velocità di 5-7 nodi (circa 9-12 chilometri all’ora). Il comandante dice di non aver mai visto nulla del genere.

La fotogallery qui sotto documenta le condizioni dei ghiacci artici attraversati da Polarstern in questi giorni.

La fusione dei ghiacci artici proseguirà ancora per le prossime tre-quattro settimane. La data in cui finisce la stagione del disgelo e i ghiacci artici tornano a crescere varia di anno in anno.

Il questo momento, secondo il NSDIC statunitense, l’estensione dei ghiacci artici è un po’ superiore a quella registrata alla stessa data nel 2012, cioè nell’anno della fusione record. Tuttavia i dati del NSDIC danno conto esclusivamente della superficie dell’Oceano Artico con almeno il 15% di ghiaccio. Non riflettono quindi la debolezza e la scarsa concentrazione del ghiaccio stesso.

 

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