Il carabiniere aggredito dall’orso ad Andalo e i cassonetti dei rifiuti

Il carabiniere aggredito dall'orso e i cassonetti anti orso

La vicenda del carabiniere aggredito dall’orso ad Andalo la notte scorsa mostra una scomoda verità: nei luoghi frequentati dagli orsi in Trentino i cassonetti per i rifiuti non sono a prova di orso. O almeno, non lo sono tutti. E poi ci si stupisce se gli orsi gironzolano nei centri abitati in cerca di cibo e combinano guai, anche seri e gravi.

I cassonetti dei rifiuti che possono costituire una fonte di cibo per gli orsi costituiscono il vero punto dolente della nuova vicenda da prima pagina  – protagonisti gli orsi in Trentino – avvenuta poche ore dopo l’ennesima prodezza dell’ormai mitico M49.

Stavolta però non si tratta della storia a lieto fine di un animale nato libero che si fa beffe degli umani per continuare a vivere libero e che, pur responsabile di tante malefatte, non ha mai torto un capello a nessuno.

Ad Andalo, la scorsa notte, un orso (probabilmente il cucciolone M57) ha mandato all’ospedale un carabiniere di 24 anni. Ha graffi e ferite su tutto il corpo, ma non è in pericolo di vita. L’aggressione, secondo le cronache, “è stata improvvisa, senza provocazione”: cosa ben strana. Le squadre anti orso della Provincia di Trento, poco dopo, hanno narcotizzato e catturato l’animale (foto), destinato a finire dietro le sbarre nel recinto del Casteller.

Come dice esplicitamente il comunicato stampa della Provincia, l’orso in questione aveva seguito molto da vicino degli escursionisti nei boschi dell’altopiano della Paganella. Però – si può aggiungere – non aveva mai fatto loro del male, al contrario di quello che è successo la notte scorsa. Ma perché l’orso seguiva la gente? Forse aveva imparato a mendicare, almeno qualche volta con successo, il cibo dai turisti? E magari il carabiniere aggredito dall’orso stava mangiando un panino? Sono solo ipotesi: ma le ipotesi sono indispensabili per cercare di spiegare il motivo di un attacco improvviso da parte di un animale per il resto magari molesto, ma certo pacifico.

Ancora, secondo il comunicato stampa della Provincia, l’orso protagonista dell’aggressione aveva fatto più volte incursione nei centri abitati (un celebre video lo mostra addirittura impegnato a sale le scale di una casa) e aveva rovistato nei cassonetti dei rifiuti in cerca di cibo. Infatti stanotte

La cattura è avvenuta quando l’orso era ancora intento a rovistare nei cassonetti

Ed eccolo qui, il punto dolente. Almeno dai tempi dei cartoni animato di Yoghi e Bubu è di dominio comune la consapevolezza che agli orsi piace il cibo umano. Si sa che, se hanno modo di “scoprire” questa risorsa alimentare, si avvicinano senza timore alle persone e ai centri abitati. Non con lo scopo di fare del male o di aggredire: semplicemente, per mangiare. Ma il pericolo potenziale e i problemi vengono di conseguenza.

Per questo motivo, dove ci sono gli orsi, i rifiuti vanno messi in cassaforte. Ovvero, i cassonetti devono essere “a prova di orso”. Nella zona dell’aggressione alcuni lo sono, effettivamente. Solo alcuni.

Un comunicato stampa della Provincia di Trento datato luglio 2020 dice che, con l’arrivo di altri 40 cassonetti, sono saliti a 200 i cassonetti anti-orso sull’altopiano della Paganella. Non dice però quale sia la percentuale dei cassonetti anti-orso.

Dell’altopiano della Paganella fanno parte i comuni di Andalo (quello in cui è avvenuta l’aggressione), Fai della Paganella e Molveno. In tutto, una superficie di circa 57 chilometri quadrati ed oltre 3.000 residenti più i turisti. E 200, solo 200 cassonetti a prova di orso.

 

 

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