La piaga delle locuste. Raccolti minacciati anche nell’Africa meridionale

Piaga delle locuste, si allunga l'elenco dei Paesi colpiti

La piaga delle locuste si estende ulteriormente. Ora i raccolti sono in pericolo anche nell’Africa meridionale. La FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione, ha diffuso la notizia venerdì 4 settembre.

Stavolta si tratta di locuste migratrici, una specie diversa dalle locuste del deserto che fin dalla primavera scorsa hanno messo in difficoltà un’area vastissima compresa fra il Corno d’Africa e il Pakistan. Il risultato non cambia: stormi formati da milioni di insetti mangiano i raccolti.

Secondo la FAO, le locuste africane potrebbero aggravare l’insicurezza alimentare di 7 milioni di persone. Si aggiungono ai 20 milioni di persone già a rischio carestia per le infestazioni 2020 di locuste del deserto. Prima ancora di espandersi all’Africa meridionale, le infestazioni sono state definite le peggiori da settant’anni a questa parte.

Le aree in cui le locuste africane minacciano i raccolti si trovano in Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe. In particolare, nei primi due Paesi gli insetti sono arrivati in zone chiave per l’agricoltura locale.

Contemporaneamente, le locuste del deserto continuano a rappresentare un problema per l’agricoltura di vaste zone dell’Africa orientale e dell’Asia. Secondo l’ultimo aggiornamento, datato 2 settembre, le locuste sono ancora nel Corno d’Africa e nella penisola arabica. Si prevede che nei prossimi mesi l’infestazione peggiori in Etiopia, Eritrea, Yemen. Lo stesso, ma in misura minore, anche in Arabia Saudita e sulle coste sudanesi del Mar Rosso.

Con gran dispiego di pesticidi, India e Pakistan sono riuscite a contenere la piaga delle locuste, anche se potrebbero arrivare sciami di insetti provenienti  da altri Paesi infestati. Sempre in seguito a generose irrorazioni di pesticidi, la situazione è migliorata anche nella Cina meridionale e in America Latina, altre due aree toccate nei mesi scorsi dall’invasione.

Foto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *