La vera storia dell’orso M49, reso “problematico” da un secchio di latte

Orso M49, la sua storia è cominciata con qualcuno che gli offriva del latte

E’ stato un essere umano ad insegnare all’orso M49-Papillon ad avvicinarsi alle case per cercare cibo. Ora che M49 è in gabbia per la terza volta (dicono che è un orso problematico e pericoloso), è giusto sottolineare una cosa: tutto è nato dal secchio di latte costantemente lasciato a sua disposizione fuori da un caseificio.

L’abitudine a trovare un secchio di latte fuori da un uscio, e il conseguente impulso a cercare cibo nelle case, è costata a M49-Papillon la detenzione, intervallata da due fughe, nel recinto del Casteller.

M49-Papillon ha fatto molti danni, ma non ha mai torto un capello a nessuno. Quando ha – diciamo – soggiornato al Casteller fra la primavera e l’estate scorsa, è rimasto per tre mesi in una gabbia che gli consentiva a stento di alzarsi in piedi e di girarsi su se stesso. Lo si è appreso solo dopo la seconda fuga. Inoltre lo hanno castrato chimicamente e sedato. Ora è di nuovo nella stessa minuscola gabbia.

Questo il trattamento inflitto all’orso. E l’essere umano che gli lasciava il secchio di latte e che gli ha insegnato ad avvicinarsi alle case per mangiare? A quanto risulta, non è neppure stato pubblicamente invitato ad inginocchiarsi sui ceci.

Non è noto il nome di colui che ha causato i guai dell’orso e che ha, sebbene indirettamente, causato anche i guai prodotti dall’orso durante le sue trenta incursioni in cerca di cibo all’interno di edifici. E’ nota però la storia. L’ha raccontata Alessandro De Guelmi, veterinario ora in pensione  della Provincia di Trento.

La storia dell’orso M49. I guai nascono da un secchio di latte

Quelli che seguono sono le frasi del racconto di De Guelmi relative alla genesi dei problemi di M49. Sono intervallate solo dalle parole necessarie per introdurle e per legarle l’una all’altra.

All’inizio, l’orso M49 rincorreva e abbatteva capi di bestiame, a volte senza mangiarli o assaggiandoli appena. I danni provocati dagli orsi  – è bene ricordarlo – vengono risarciti. In questo stadio della sua storia,

Con l’uomo aveva un rapporto ancora lontano: lui girava di notte, gli uomini di giorno

Poi ecco la svolta

Il ritrovamento costante di un secchio di latte a disposizione all’esterno del caseificio aumentò la sua confidenza nei confronti dell’uomo.  Una notte, non trovando più il secchio del latte e percependo un intenso profumo dello stesso che usciva dalla malga, abbatté la finestra, entrò nella sala del latte e fece razzia. Scoprì così che all’interno di quelle strane scatole in cui vive l’uomo ci sono tante cose commestibili.

Da allora, facendo tesoro di questa esperienza e spinto dal bisogno di nutrirsi, tentò di entrare in circa trenta abitazioni

Così si decise che M49 era diventato un “orso problematico” e che bisognava toglierlo dalla circolazione

Ma come? Prima viene invogliato a nutrirsi artificialmente e spinto ad entrare nelle case e poi, una volta appresi questi insegnamenti, viene considerato dannoso?

Il passo successivo fu la cattura con una trappola a tubo (un secchio di latte faceva da esca) e il trasporto nel Casteller. M49 ne fuggì di slancio, superando i recinti elettrificati e la barriera di recinzione. Era il luglio 2019.

Da quel momento l’orso non ha più tentato di entrare in edifici, pur continuando ad uccidere bestiame. E’ stato catturato per la seconda volta e portato di nuovo al Casteller all’inizio del maggio 2020. Quando gli è stato permesso di uscire dalla gabbia-bunker, nel giro di pochi giorni ha divelto la recinzione ed è evaso per la seconda volta. Era la fine di luglio. La sua ritrovata libertà è durata fino a lunedì 7 settembre.

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