Fusione estiva nell’Artico, quella 2020 è la seconda più massiccia. Per ora

Fusione estiva nell'Artico, nel 2020 la seconda più massiccia mai registrata. Per ora

In questo 2020, la fusione estiva nell’Artico è – per ora – la seconda più massiccia mai registrata da quando esistono le misurazioni satellitari. Oggi, secondo i dati Eumetsat acquisiti dal servizio meteo norvegese, l’estensione del giaccio ha ripreso di poco a crescere. Tuttavia la tendenza potrebbe invertirsi. La fusione potrebbe anche ricominciare.

In questo caso, il grafico che mostra la discesa estiva e la risalita invernale dell’estensione dei ghiacci assumerà un andamento a “W” anziché a “V”.

L’eventuale fine, per il 2020, della fusione estiva nell’Artico non è ancora nettamente percepibile sul grafico del NSDIC statunitense, basato su dati trasmessi da satelliti anch’essi statunitensi. In ogni caso, ora l’estensione dei ghiacci artici è superiore – e di pochissimo – solo a quella registrata in questa stessa data nel 2012, l’anno della fusione record. Nel 2012 il ghiaccio toccò l’estensione minima il 14 settembre.

Qui sotto, il grafico prodotto oggi dal servizio meteo norvegese. Mostra l’area del Mar Glaciale Artico coperta di ghiaccio almeno per il 15%. La linea nera rappresenta il 2020; quella inferiore, color bordeaux, il 2012.

Fusione estiva nell'Artico 2020, al 10 settembre la seconda più massiccia mai registrata

Quest’anno, la fusione estiva nell’Artico ha registrato la precocissima apertura del Passaggio a Nord Est in seguito all’assurdo caldo in Siberia. In luglio si è verificata una fusione record per il mese. In agosto è sparita gran parte del ghiaccio lungo le coste settentrionali della Groenlandia: si poteva quasi circumnavigare la Groenlandia. Quel ghiaccio era il più spesso e il più vecchio: rappresentava fino a poco tempo fa un’estrema e solida muraglia muraglia.

Come sottolinea il servizio meteo norvegese, ora non solo l’estensione ma anche la concentrazione dei ghiacci è inferiore a quella media per il mese. Infatti – si può aggiungere – quest’anno è possibile navigare senza particolare sforzi fino al Polo Nord geografico. Se la fusione riprenderà, si calcola che basterà una settimana per superare il record del 2012.

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