Associazioni di allevatori ostacolano il monitoraggio ISPRA del lupo

Monitoraggio ISPRA del lupo, alcune associazioni di allevatori lo ostacolano

Alcune associazioni di allevatori ostacolano il monitoraggio ISPRA del lupo. Sono in Veneto, Trentino e Piemonte. Gli associati vietano agli incaricati del monitoraggio l’ingresso nei loro terreni. Il monitoraggio inizierà in ottobre. Secondo le associazioni in questione, andrebbe affidato ai cacciatori.

Finora solo una testata locale on line ha pubblicato la diffida nei confronti degli incaricati del monitoraggio. Tuttavia il fermento ha l’aria di essere ampio. Depone in questo senso il fatto che il CAI, Club Alpino Italiano, i cui volontari partecipano al monitoraggio, si è sentito in dovere di replicare. Inoltre il CAI afferma che la diffida “circola su vari canali” da giorni.

Il monitoraggio ISPRA del lupo è sostanzialmente un censimento. Una stima accurata del numero di esemplari. Nessuno sa quanti sono, ad eccezione che sulle Alpi, dove due anni fa se ne sono contati almeno 293.

Perché alcune associazioni ostacolano il “censimento”? Forse temono che i lupi risultino troppo pochi per passare all’abbattimento?

Un passo della diffida segnala “la competenza, conoscenza del territorio, capillarità” delle associazioni dei cacciatori, ai quali, secondo gli estensori, sarebbe meglio affidare il monitoraggio del lupo. E ai cacciatori prude il dito sul grilletto, dal momento che la presenza dei lupi implica un numero minore di cervi, cinghiali eccetera ai quali sparare.

Tuttavia gli allevatori e i pastori per i quali l’unico lupo buono è quello morto dovrebbero conoscere i servizi ecologici resi all’uomo dai predatori e dovrebbero sapere che uccidere i lupi non è la soluzione.

Inoltre in Italia i lupi mangiano soprattutto cinghiali e altri animali selvatici: solo in piccola parte bestiame domestico. Per ridurre al minimo i danni prodotti dai lupi ci vogliono cani da difesa e recinti elettrificati. Le Regioni rimborsano tutto o la gran pare (ciascuna ha regole proprie), così come rimborsano i capi predati.

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